La Pike ottima cattiva che truffa gli anziani

Una graffiante, ma non solo, critica al capitalismo fatta attraverso le pieghe di un thriller che pesca nella commedia nera, affidandosi alla bravura di una strepitosa protagonista, Rosamund Pike

Una graffiante, ma non solo, critica al capitalismo fatta attraverso le pieghe di un thriller che pesca nella commedia nera, affidandosi alla bravura di una strepitosa protagonista, Rosamund Pike. È la sintesi di I Care a Lot, acclamato al Toronto Film Festival e, soprattutto, capace di mettere d'accordo praticamente tutti i critici, grazie al 93 per cento di consensi ottenuti nell'aggregatore di recensioni «Rotten Tomatoes». A prima vista, potrebbe sembrare un dramma che racconta gli abusi cui vengono sottoposti gli anziani, in termini di sfruttamento della incapacità, in alcuni di loro, di intendere e di volere. In realtà è una bella descrizione di come persone terribili possano fare cose disumane, calpestando tutto e tutti. È il caso di Marla Grayson, alla quale il volto è prestato da una grandissima Pike (micidiale quando sfoggia uno scintillio diabolico negli occhi, incurante del dolore provocato negli altri), tornata ai fasti di Gone Girl. Lei è una tutrice legale, di quelle persone che si occupano di anziani affidati loro dal tribunale. Solo che Marla non lo fa per spirito umanitario, ma per il proprio tornaconto. Sempre restando nella legalità, ma ungendo dottori e direttori di case di riposo riesce a curare, si fa per dire, gli interessi di decine di vittime, sottraendo loro i risparmi. Ha già fatto una piccola fortuna con l'aiuto della partner, di vita e d'affari, Fran (la meno convincente Eiza González), ma l'avidità non ha fondo. Quando il duo mette gli occhi sull'ultima preda, Jennifer Peterson (la brava Dianne Wiest), pensionata benestante senza eredi, alla bionda predatrice e leonessa, come ama subito definirsi, non par vero. Anche perché l'anziana nasconde in una cassetta di sicurezza dei diamanti non assicurati e quindi facili da rubare. Ma Jennifer ha dei legami con un gangster russo (Peter Dinklage de Il Trono di Spade), apparentemente fuori gioco dopo la tutela ricevuta da Marla. Si scatena una partita a due, dove non ci sono prede, ma solo cacciatori che difendono il proprio territorio. Un thriller godibile, ottimamente recitato, cui si può perdonare qualche deragliamento di trama, piccole ingenuità in regia e un eccesso di retorica.

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