"Uno preciso, l'altro teatrale. Insieme cantiamo la nostra vita"

I due artisti parlano (scherzosamente) del tour, del disco live e del nuovo show in radio. Baglioni: "Invidio la sua vivacità". Morandi: "Pensavo di surclassarlo invece è un grande"

Altro che solo cantanti: Morandi e Baglioni ormai sono il format Capitani Coraggiosi. Si sono collaudati a settembre suonando al Foro Italico di Roma e adesso rilanciano con un tour di un mese che ha già oltre centomila biglietti venduti (per dire, tre date solo al Forum di Assago), con un doppio cd live da 150 minuti e con cinque puntate speciali da ieri alle 19 su Rtl 102.5 con Angelo Baiguini: «Parleremo e suoneremo invitando amici come se fossimo in studio, il primo è stato Fiorello, poi vedremo», ha detto un Baglioni in forma oggettivamente strepitosa. Lui e Morandi sono ormai una strana coppia, anzi «una coppia di fatto», con tempi da attori brillanti. Per capirci, insieme potrebbero reggere anche un programma tv facendo semplicemente come hanno fatto ieri presentando i concerti e tutto il resto: in due, chitarra alla mano, canzoni, battute, frecciatine con un ritmo frenetico da centometristi.

Morandi e Baglioni, il bis non era così scontato.

Morandi: «All'inizio io pensavo di mangiarmelo sul palco e invece mi sono ritrovato uno con una capacità e una potenza vocale che mi lascia sempre senza fiato».Baglioni: «Dopotutto lui fa canzoni così brevi che solo l'introduzione di Questo piccolo grande amore dura più di un suo concerto...». (risate)

Sul palco vi scambiate i repertori.

Baglioni: «Rivediamo il nostro passato. Quando ero un semplice debuttante, scrissi un brano per Morandi, Chissà se mi pensi. Ma lui me lo bocciò e io ci rimasi proprio male. Quindi ora sai che soddisfazione sapere che sul palco lui canta una ventina delle mie canzoni». (altre risate).Morandi: «In questi concerti ho conosciuto l'uomo Baglioni, una grande persona che anche quando mi riprende lo fa con affetto e rispetto totale. Ed è molto generoso».Baglioni: «Lui esiste da sempre, probabilmente da prima del Big Bang e gli hanno trovato un giorno a caso per festeggiare il compleanno...».

Qual'è la dote che vi colpisce più dell'altro?

Morandi: «Non ricordo mai un finale di concerto in cui Claudio sorrida: è sempre meticoloso, quasi perfezionista, sottolinea sempre che cosa abbiamo sbagliato».Baglioni: «Se mi criticano un mio show, io non ci dormo la notte. Sogno chitarre senza corde, la voce che non c'è più. Insomma ho gli incubi. A Gianni invidio questa vitalità che talvolta quasi mi spaventa».

Ai vostri concerti vengono anche tantissimi giovani, non era così scontato.

Morandi: «Ormai i concerti sono diventati quasi l'evento decisivo della musica, ed è così importante da attirare anche chi magari non ci conosce o non è cresciuto con noi».Baglioni: «Il nostro lavoro in fondo è quello di cantare, insieme abbiamo venduto 50 milioni di copie a testa. E in questo concerto ci sono molti brani che portano un segnale di speranza».

Ma che concerti saranno?

Baglioni: «Con una scaletta di oltre cinquanta titoli abbiamo creato una piccola opera con suoni vintage. Con Gianni è sempre una lotta perché lui taglierebbe sempre tutto».Morandi: «Ma c'è sempre un grande rispetto per le canzoni. E poi volete mettere la soddisfazione di vedere Claudio che canta Fatti mandare dalla mamma?». (risate)

Già che ci siete, andrete anche all'estero?

Baglioni: «A Gianni piacerebbe, a me non lo so ancora. Però potrebbe essere».

E un giro a Sanremo?

Baglioni: «No, Gianni o presenta o niente... Potremmo proporci di presentarlo tutti e due il prossimo anno e magari cantiamo anche un brano così vinciamo». (risate).

Insomma saranno concerti che fotografano un pezzo di storia della musica leggera italiana.

Morandi: «Più che altro raccontano la storia di due persone che qualcosa di buono, nella vita, sono riusciti a farlo».

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Commenti

un_infiltrato

Sab, 09/01/2016 - 10:59

Ma basta con sti due insopportabili pensionati. Stasera alla tv si aggiunge un altro loro collega, con un polpettone dal titolo "sogno e son desto". Non se ne può più di vedere queste cariatidi martellarci i piedi con le loro lagne. Imparino da Mina o da Lucio Battisti che ebbero il buon gusto di togliersi dalla scena nel momento clou del loro successo, e che oggi sono ancora cercati perfino dalle ultimissime generazioni. Ma per favore!

baio57

Sab, 09/01/2016 - 11:54

E che paLLe !!!!!!!!!!!