Il truffatore che ha ingannato gli Usa

Prova a prendermi racconta la vera storia di Frank Abagnale, un falsario che ha tenuto sotto scacco il governo statunitense, prima di diventare un imprenditore milionario

Prova a prendermi, la storia vera del truffatore che ha ingannato gli Usa

Prova a prendermi, il film di Steven Spielberg che va in onda questa sera alle 23.52 su Iris, è in realtà tratto dal romanzo Catch me if you can: si tratta di un'autobiografia firmata dal vero Frank Abagnale Jr., protagonista della vicenda e interpretato da Leonardo DiCaprio nel film. Prova a prendermi, infatti, racconta un'incredibile storia vera: la storia di un falsario e truffatore che riuscì ad aggirare le regole del governo statunitense.

Prova a prendermi, la trama

La trama del film del 2002 inizia quando il protagonista Frank Abangnale Jr. (Leonardo DiCaprio) ha solo sedici anni e deve decidere con quale genitore andare a vivere dopo un terribile divorzio: se con il padre (Christopher Walken) o con la madre (Nathalie Baye). Impossibilitato a prendere una decisione tanto delicata senza correre il rischio di ferire chi gli ha dato la vita, Frank decide di scappare di casa. E sarà proprio in questa vita raminga e improvvisata che il ragazzo può dare il via a un'esistenza caratterizzata da truffe, da quelle con le banche alla ricerca di nuovi libretti d'assegni da poter sfrutture a quella più coraggiosa di spacciarsi per un pilota della compagnia aerea Pan Am.

Ben presto, però, le bravate di Frank attirano l'attenzione dell'agente dell'Fbi Carl Hanratty (Tom Hanks), che comincerà a dargli la caccia, trasformandolo nella propria ossessione. Scappato in Georgia e innamorato dell'infermietra Brenda Strong (Amy Adams), Frank ha falsificato i documenti per poter lavorare come medico e, successivamente, tentare la carriera da avvocato. Ma l'agente dell'Fbi è sempre sulle sue tracce e l'uomo, ormai, sarà costretto a cercare la fuga in Europa.

La vera storia dietro il film

Come raccontato anche nella pellicola diretta da Steven Spielberg, Prova a prendermi racconta gli anni in cui Frank Abagnale Jr. è diventato famoso grazie ai suoi crimini legati alle truffe e alle frodi. Come ricostruisce Biography, Frank Abagnale ha iniziato la sua carriera nel crimine in età adolescenziale, cominciando a muovere i primi passi nel mondo delle falsificazioni con truffe su carte di credito e libretti degli assegni. A sedici anni, quando se ne andò di casa, Frank Abagnale non aveva né una vera e propria educazione né abbastanza soldi sul proprio conto per poter badare a sé economicamente. Il ragazzo, però, falsificò la sua patente per apparire più vecchio di dieci anni, così da avere la possibilità di potersi presentare a colloqui di lavoro più redditizi rispetto a quelli che potevano essere destinati a un adolescente. Tuttavia il mondo del lavoro non sembrava quello adatto a lui e così Frank Abagnale Jr. cominciò a truffare le banche, attraverso assegni scoperti, grazie ai quali si faceva anticipare delle somme in contanti. La truffa doveva la sua riuscita al fatto che Frank era molto bravo a cambiare identità e nome, di modo che fosse molto difficile per le autorità scoprire il responsabile del maltolto.

Ben presto, però, le truffe degli assegni non gli bastarono più e l'uomo tentò un'altra strada: quella delle impersonificazioni. Riuscì infatti a farsi passare per un pilota della Pan Am, la compagnia aerea fondata negli anni '20 del Novecento e che, nel 1991, fu costretta a dichiarare bancarotta. Grazie ad alcuni stratagemmi riuscì a farsi dare una divisa da pilota e falsificò dei documenti, risultando così come impiegato della compagnia aerea. Sebbene avesse imparato molte nozioni sul volo, Frank Abagnale non era interessato a pilotare un aereo, ma a utilizzare il cosiddetto Deadheading, una pratica con cui la Pan Am offriva viaggi gratis ai propri piloti. In questo modo il truffatore poté viaggiare per il mondo senza mai versare un solo dollaro. Quando anche questa identità venne scoperta e la polizia cominciò a mettersi sulle sue tracce Frank Abagnale decise di sfuggire e di improvvisarsi medico in Georgia.

Tra le altre identità del truffatore c'era quella di un avvocato, ma anche di un professore universitario. Alla fine, però, con l'Fbi sulle proprie tracce, Abagnale scelse di scappare in Europa, con un patrimonio che si aggirava intorno ai due milioni di dollari grazie alle truffe sugli assegni. Ed è proprio nello stato transalpino che viene arrestato, nel 1969: nonostane numerosi tentativi di fuga, Abbagnale è costretto a scontare una pena di cinque anni. È a questo punto che nella sua vita c'è un ulteriore svolta. Il governo degli Stati Uniti d'America, dopo essere stato "preso in giro" dal falsario, decise di offrirgli un lavoro. Il rilascio dopo cinque anni di prigione, infatti, avvenne solo a condizione che Frank Abagnale accettasse di lavorare con il governo, mettendo a disposizione tutte le sue conoscenze e le sue abilità per aiutare l'America a impedire che altri come lui truffassero lo Stato. Successivamente Abagnale si privatizzò: offrì i suoi servigi alle banche dietro lauto compenso e aprì una sua compagnia, la Abagnale & Associates che, in breve tempo, gli permise di vivere da milionario, come fa ancora oggi.

Secondo un recente articolo di Esquire, però, la versione dei fatti raccontata da Abagnale nella sua autobiografia e riportata poi da Spielberg in Prova a prendermi è fondata su numerose bugie. L'articolo riporta il libro del giornalista Alan C. Logan, intitolato The greatest hoax on Earth: Catching truth while we can nel quale si legge: "La narrativa di Abagnale secondo la quale tra i sedici e i vent'anni era in fuga, inseguito per tutti gli Stati Uniti e a livello internazionale dall'Fbi è tutta finzione" e, secondo il giornalista, Frank Abagnale passò "gran parte di quegli anni recluso in prigione". Un sospetto di inaffidabilità su quanto raccontato nell'autobiografia viene da Abagnale stesso che sul suo sito scrive: "Ho scritto il libro, Catch me if you can più di 23 anni fa. Ovviamente fu scritto dalla prospettiva di un ragazzo di sedici anni con l'aiuto di un altro scrittore. Sono stato intervistato dall'altro autore solo quattro volte. Pensavo che avesse fatto un gran bel lavoro nel raccontare la storia, ma lui ha anche drammatizzato ed esagerato alcune parti della storia. [...] So che Hollywood ha fatto numerosi cambiamenti nella mia storia, ma sono onorato che Steven Spielberg, Leonardo DiCaprio e Tom Hanks abbiano partecipato alla realizzazione di un film ispirato alla mia vita. Ma è importante capire che si tratta solo di un film, non di un documentario biografico."

Commenti