Certe volte si è obbligati a prevedere il futuro. E a farlo con cinismo, come se non si fosse in realtà partecipi di ciò che si teme di dover raccontare. Ai giornali, alle tv e alle radio capita spesso. Con esiti alterni. A ricostruire uno di questi scenari ha pensato l'altro giorno Radio3 Mondo trasmettendo le comunicazioni di emergenza che la Bbc e la radio americana hanno dovuto preparare in vista dell'annuncio e dello scoppio della Terza guerra mondiale. La guerra nucleare, si temeva. Uno scenario che, tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta, la guerra fredda qualche volta ha fatto percepire come se fosse dietro l'angolo. E così le redazioni si sono dovute attrezzare creando palinsesti specifici, con i toni opportuni, le dovute cautele, le obbligatorie zone d'ombra. Per decenni sono stati oscurati dal segreto di Stato e quindi nessuno ha potuto ascoltarli o seguirli in qualche modo. Ora però sono stati desecretati e Radio 3 ha avuto l'idea affascinante di mandarli in onda. Per chi ha ascoltato, è stato un tuffo all'indietro nella guerra fredda, negli anni durante i quali si temeva che l'Unione Sovietica scatenasse l'attacco atomico dal mattino alla sera, chissà dove, chissà con quanta violenza, chissà con quanti morti.
È stato lo spettro che ha accompagnato due generazioni, nate e cresciute con la paura che un giorno dalla terra si alzasse un altro fungo atomico. Perciò, pur non avendo più i connotati dell'attualità, «l'apocalisse in onda» raccontata da Radio 3 è stato un bel momento radiofonico di rara intensità.Radiogiornale
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