Proprio mentre il disco di vinile compie settant'anni di vita, c'è una radio che sta per festeggiare i primi dodici mesi dalla nascita. Si chiama Vinyl Sound Radio, ha base a Brescia e si può ascoltare su www.vinysoundradio.com ventiquattro ore su ventiquattro. Ed è bello sentire l'effetto che fa. Da una parte, è fascinoso e quasi magico «sentire» il fruscio dei vinili, la pressione della puntina del giradischi sul solco del disco, il suono drammaticamente più caldo di quello garantito dalle frequenze digitali o liquide. Dall'altra c'è - è impossibile non notarlo per chi ha superato almeno i quarant'anni - una sorta di effetto vintage dolce e malinconico. Una volta le radio erano tutte così, tutte «giravano» intorno ai «padelloni« di vinile che gracchiavano, magari partivano male, magari «saltavano» a causa dell'usura. I deejay (non ancora semplici speaker) usano gli stratagemmi più ingegnosi e artigianali per evitare guai e accorciare i tempi tra un disco e l'altro. Uno, ad esempio, era il cosiddetto «panno» che si metteva sotto il piatto lasciandolo girare a vuoto per poi toglierlo nell'esatto momento in cui si finiva di parlare: a quel punto la canzone iniziava al momento giusto senza quei secondi di fruscio senza suono che anche allora erano il terrore di qualsiasi radiofonico.
Insomma, Vinyl Sound Radio è un tuffo nel passato ma anche nella cultura musicale, perché la playslist comprende non soltanto i vinili più ascoltati della storia ma anche versioni rare o dimenticate e album passati purtroppo in secondo piano nella cultura di oggi. Merita l'ascolto.Radiogiornale
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