Coronavirus

Renzo Arbore barricato in casa da un mese

In un intervento concesso in collegamento a Un giorno da pecora, Renzo Arbore ha dichiarato che teme il coronavirus e ha invitato i napoletani alla prevenzione

Renzo Arbore barricato in casa da un mese

La pandemia di coronavirus continua a mietere vittime in tutto il mondo e nel Belpaese ha registrato 119.827 casi positivi di contagio e 14.681 morti, secondo l'ultimo bollettino fornito dalla Protezione civile e aggiornato alla giornata di venerdì 3 aprile. E i relativi aumenti di morti e vittime, registrati dall'emergenza Covid-19 - destano molta preoccupazione per la popolazione. Tra i personaggi popolari c'è chi ha lanciato messaggi - attraverso i media- volti alla sensibilizzazione della collettività sull'importanza della prevenzione del Covid-19 e ha invitato tutti a non uscire dalle proprie abitazioni, se non necessario. Come Renzo Arbore, che in un intervento registrato in onda su Rai Radio 1, per la trasmissione radiofonica Un giorno da pecora condotta da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro, ha ammesso che teme il rischio di contrarre il patogeno che il mondo intero sta combattendo. Una paura quest'ultima, maturata dal noto personaggio tv pugliese e napoletano di adozione alla luce di una broncopolmonite accusata lo scorso Natale e che lo aveva messo KO. “Sono guarito ora”, ha tuttavia precisato, in occasione del suo intervento.

Nel corso della sua ultima intervista radiofonica, ha inoltre tenuto a invitare gli abitanti della città di Napoli a rispettare meticolosamente le disposizioni governative e delle autorità locali, stabilite al fine di prevenire l'ulteriore diffusione del coronavirus in Italia. “Dico soprattutto agli amici napoletani: evitate il lanciafiamme di De Luca! Fate i prussiani. Non uscite di casa. Io l’ultima volta sono uscito un mese fa, ho fatto la spesa e sono rimasto sempre a casa da allora”, è così intervenuto sul capoluogo campano, alludendo alle dichiarazioni che il presidente della Campania, Vincenzo De Luca, aveva di recente rilasciato invitando i napoletani a rispettare le misure antivirus. “Ho visto alcune immagini di Napoli, con alcuni che camminano per i vicoli come se niente fosse - ha proseguito -. Una cosa che succede non solo lì, certo. Ma, i napoletani devono esser molto attenti. Non si può uscire!”.

"Come vivo questo momento segnato dal coronavirus? - è poi passato a parlare della sua quarantena, incalzato dalle domande ricevute in radio -. Sono molto preoccupato. Ho avuto la broncopolmonite a Natale. Sono stato 40 giorni chiuso. Ora sto benissimo, ma avendo avuto quella complicazione devo stare molto attento a non uscire”.

Allo stato attuale, lo showman vive barricato in casa, così come ha lui stesso riportato a Un giorno da pecora: “L’ultima volta sono uscito un mese fa". E, a conclusione del suo intervento, chiamato a rispondere in merito al paragone che si fa tra il Covid-19 e la guerra, ha affermato: “Non c’è paragone, la guerra è la cosa più brutta del mondo. C’era il coprifuoco, noi bambini eravamo terrorizzati. La guerra la è peggiore iattura che si possa vivere”.

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