Rettore contro Zaia: "Non lo amo". E su Balo: "Ha fatto sceneggiata"

La cantautrice, ospite del programma in onda su Rete 4, è stata intervistata insieme al sindaco di Torino, Chiara Appendino. Durante le interviste, entrambe le ospiti hanno parlato di sport, politica e razzismo

Nel salotto televisivo di Piero Chiambretti, questa sera, saranno ospiti due donne diverse: il sindaco del Movimento 5 Stelle di Torino, Chiara Appendino, e la cantautrice italiana Donatella Rettore. Nella prossima puntata de "#CR4 - La Repubblica delle donne", in onda su Rete 4, il celebre conduttore intervisterà il primo cittadino del capoluogo piemontese e la cantante. E da quanto emerso dalle anticipazioni, alle due ospiti Chiambretti avrebbe spaziato su diversi argomenti: dalle Olimpadi di Torino al calcio, fino agli episodi di razzismo.

La questione Olimpiadi

Interpellata sul caso che ha visto il capoluogo piemontese al centro del dibattito sportivo sulle Olimpiadi, Appendino ha risposto raccontando gli esordi della vicenda e ha dichiarato: "Torino decise di candidarsi alle Olimpiadi, ma poi si decise di portare avanti un modello che vedeva più città coinvolte. Penso che per Torino sarebbe stata un'ottima opportunità se fosse stata da sola. Penso, inoltre, che la città avesse bisogno di qualcosa di più di fare un'olimpiade con altre due città, un evento che avevamo già visto ma in versione ridotta e per questo motivo l'ho candidata per le Atp Finals e abbiamo vinto".

Appendino e lo sport

L'intervista al primo cittadino piemontese pentastellato è continuata sul filo conduttore del sport. Appendino, infatti, ha poi fatto riferimento alla sua tesi di laurea nell'ambito calcistico all'università Bocconi e ha spiegato: "Ho fatto una tesi specialistica in cui ho costruito un sistema per valutare l'impatto economico e finanziario del parco giocatori, come fosse un po' il cespite, come fosse una macchina che produce in un'azienda industriale. Mi occupavo di pianificazione e controllo di gestione". E parlando delle cause della ricapitalizzazione della Juventus, il sindaco ha commentato: "È difficile giudicare da esterna non vedendo i numeri e conoscendo i bilanci. Quando lavoravo lì, ai tempi, c'erano degli elementi per cui i diritti televisivi in base a se ti qualificavi agli ottavi, ai quarti, alla semifinale o alla finale di Champions League avevano un impatto economico. La Juventus ha fatto grandi investimenti in questi anni: l'importante è che ricapitalizzi".

La questione del razzismo

Appendino, durante l'intervista, si è soffermata anche sulla questione che ha riguardato l'attaccante nigeriana naturalizzata britannica, Eniola Aluko, che di recente ha lasciato la squadra bianconera e il capoluogo piemontese dichiarando che "Torino sembra un paio di decenni indietro rispetto all'apertura verso diversi tipi di persone" e che si sentiva "trattata come Pablo Escobar". Su questo, Appendino ha dichiarato: "È ovvio che se lei si è sentita così mi dispiace perché qualcosa sicuramente è accaduto; però ci tengo a ribadire che Torino non è una città razzista, ha una storia di accoglienza". Il primo cittadino pentastellato ha poi ricordato come il capoluogo abbia ospitato il Presidente della Repubblica per i 55 anni del Sermig, "un luogo dove si accoglie" ha spiegato lei, che infine ha concluso: "Poi, se ci sono dei comportamenti individuali, questi sono di responsabilità individuale".

Il commento su Marchisio

Proprio riguardo a questo, Claudio Marchisio aveva difeso la città, definendola un luogo pieno di energie positive e di umanità che batte il razzismo. E su di lui il primo cittadino ha detto: "Claudio Marchisio non è solo un grande giocatore ma una persona di straordinaria umanità: il fatto che si esponga così su questi temi non è solo qualcosa che appartiene alla città ma qualcosa su cui dovremmo interrogarci tutti. Non giudico le scelte della Juventus, ma a me Marchisio piace, avrei voluto vederlo giocare fino alla fine della sua carriera".

Rettore: "Sono amica del capo Ultras dell'Hellas"

Parlando di calcio, anche la cantautrice Donatella Rettore è intervenuta sulla sua fede sportiva personale. Ai microfoni di Chiambretti ha confermato di essere una tifosa del Verona e ha dichiarato: "Sono orgogliosa di dire che sono amica del capo Ultras dell'Hellas". Sul tema del razzismo, anche la cantante ha espresso il suo parere e sulla vicenda che ha visto coinvolto Mario Balotelli, protagonista di una protesta contro gli atteggiamenti razzisti negli stadi, ha specificato: "Ha fatto la stessa sceneggiata anche con il Chievo. Io sono andata con la bandiera di Che Guevara a vedere il Verona e tutti quanti mi hanno fatto la ola".

L'attacco di Rettore a Zaia

La cantante, nata a Castelfranco Veneto, ha parlato anche della sua regione e ha dichiarato di non credere che si tratti di un luogo razzista, ma di una "regione rurale e agricola". E sul presidente, il leghista Luca Zaia, ha afferamto: "Il Nord Est è soffocato da un governatore che crede di essere, per charme, Paul Newman. Dice di essere il più grande italiano, il più amato. Non è vero: io, per esempio, non lo amo perché ha inquinato le acque del veneto del suo Prosecco".