Reynaldo Hahn, il pianista "di" Proust

Clericetti ricorda il compositore che piaceva anche a Mallarmé

Reynaldo Hahn, il pianista "di" Proust

Immaginatevi la scena: fine Ottocento, Belle Époque, salotto di Parigi, la mecenate di casa ha il suo musicista privilegiato, un talentuoso pianista che, seduto alla tastiera, suona chansons e canta bohemianamente con la sigaretta in un angolo della bocca.

Un quadretto che, riferendosi alla musica ascoltata nel salotto della pittrice Madeleine Lemaire, Marcel Proust così descrive: «La testa leggermente inclinata indietro, la bocca malinconica, un po' sdegnosa, lasciando scappare il flusso ritmato della voce più bella, più triste e più calda mai sentita, questo strumento di musica di genio abbraccia tutti i cuori, inumidisce tutti gli occhi, nel brivido d'ammirazione che propaga lontano e che ci fa tremare, ci piega tutti uno dopo l'altro, in una silenziosa e solenne ondulazione del grano al vento».

Parole che, a un occhio malizioso, non nascondono l'innamoramento dell'autore della Recerche. E così fu davvero: tra Proust e quel pianista, Reynaldo Hahn, ci fu un breve ma intenso legame intimo che durò un paio d'anni e un'amicizia che si protrasse per tutta la vita. Nato a Caracas nel 1874, Hahn è una figura bizzarra e fantasiosa, un compositore di valore, un interprete sensibile e un critico musicale sagace. Un artista, però, purtroppo dimenticato: particolare merito va, dunque, a Giuseppe Clericetti per aver pubblicato una agevole ma esaustiva presentazione del compositore venezuelano (Zecchini editore, pagg. 164, euro 30).

La trattazione di Clericetti parte proprio dai salotti parigini ove Hahn conobbe Proust: l'epistolario tra i due, se da un lato ne svela l'intimità, dall'altro non è avaro di rivelazioni sulle loro disquisizioni musicologiche e divergenze in fatto di gusti («La discussione sulla musica innervosisce presto Reynaldo», confessò Proust ammettendo di evitare di toccare l'argomento in pubblico). Frutto artistico del loro legame fu Les plaisirs et les jours, raccolta di Proust illustrata dalla Lemaire e con quattro «ritratti» per pianoforte di Hahn.

Dopo il profilo biografico, il libro prosegue con altre due sezioni relative agli scritti giornalistici di Hahn e alle sue opere che meravigliano «per quantità e qualità, differenza di generi e stili di scrittura». Hahn è una figura oggi certamente da riscoprire e sulla cui importanza nella storia della musica e della cultura occidentale ben testimoniano i versi a lui dedicati, oltre che dall'amico Proust, da Mallarmé.

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