Salmo crede di essere un artista perché aggira le norme

Un concerto live in tempo di Covid organizzato dietro falso nome per aggirare le restrizioni: Salmo così si inimica i suoi colleghi

Salmo crede di essere un artista perché aggira le norme

Nel Paese in cui più o meno 60 milioni di persone si impegnano a uscire quanto prima dall'epidemia e tornare a vivere normalmente per far ripartire l'economia, un cantante si permette di aggirare le norme a suo piacimento. Lui è Salmo, che, mentre i sindaci di tutta Italia emanavano decreti per cercare di limitare gli assembramenti del ferragosto, organizzava un concerto abusivo in piazza con migliaia di persone, senza distanziamento e poche mascherine, al porto di Olbia.

"Se avessi voluto seguire le regole non avrei fatto l’artista", ha scritto il finto ribelle col cappellino da pescatore. Una frase che ha indignato tanti, visto che il suo gesto potrebbe avere ripercussioni su un'intera regione, che probabilmente la prossima settimana rischia di salire in zona gialla con conseguente ritorno di parte delle restrizioni. Inevitabile la rabbia della maggior parte dei suoi colleghi, che da due anni non possono riempire gli stadi e le arene. Ah no, ma forse loro non sono artisti.

Certo, magari Fedez che ultimamente ama giocare a fare il politicante dovrebbe prima informarsi e poi parlare, invece di fare l'opposto e rimediare l'ennesima figuraccia accusando le istituzioni di aver autorizzato il concerto di Salmo. Sul botta e risposta da asilo Mariuccia tra i due, poi, meglio stendere un velo pietoso. Ma questo è un altro discorso.

Lo stesso Salmo, nelle sue storie Instagram, ha sollevato il comune di Olbia da qualunque responsabilità, spiegando che "sulla locandina c’era scritto Dj Triplo non Salmo". E infatti, come dichiarato dallo stesso rapper "gli organizzatori e quelli del comune non avevano idea di chi fosse Dj Triplo", per questo motivo "non sapevano di trovarsi davanti 3-4 mila persone". Bravo, magari vuole anche l'applauso per essere riuscito ad aggirare i divieti. E sicuramente c'è chi glielo fa.

"Dentro il concerto ti devi comportare in una certa maniera poi esci dal recinto e fai il cazzo che ti pare. E allora non va bene", si è lamentato. E mettendosi addosso la divisa del crociato ha ribadito: "Ho fatto l’ipocrita e lo stronzo lo so, però mi sono battuto per le mie idee, perché le regole non vanno bene".

Nemmeno a Bugo andava bene vedere le persone sedute al suo concerto. Ma non ne ha organizzato uno senza controlli. Ha lanciato l'asta in un gesto di stizza e ha interotto l'esibizione. Perché esistono altri modi per essere artisti ribelli e far parlare di sé senza mettere a rischio mesi di sacrifici da parte di tutti.

Nel suo video di spiegazione, Salmo si chiede quale norma potrà mai aver infranto con il suo concerto aperto al pubblico nei pressi del corso principale di Olbia e quale differenza ci potrà mai essere tra il suo live, che non prevedeva controlli, e le persone che passeggiano "ammassate" e "senza mascherina". La differenza c'è, e non è poca. Lo dimostrano i tanti studi dell'ultimo anno e mezzo sulla diffusione del droplet mentre si canta, per esempio. E lo dimostra anche il fascicolo aperto dalla procura di Tempio Pausania, che non certo un dettaglio. E intanto, con l'impennata dei casi delle ultime settimane, i ristoranti in Sardegna rischiano di dover chiudere le sale interne con il passaggio in zona gialla.

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