Sanremo 2020, Rula Jebreal: "Durante le prove piangevo per mia madre"

Rula Jebreal, che durante la prima serata di Sanremo 2020 ha commosso tutti con il suo monologo, confessa: "Alle prove non riuscivo ad arrivare in fondo senza piangere"

La 70esima edizione del Festival di Sanremo condotta da Amadeus è entrata nel vivo: boom di ascolti anche per la seconda serata. Il momento clou della serata inaugurale di Sanremo 2020 è stato il monologo di Rula Jebreal che ha aperto il cuore della platea dell'Ariston. Il monologo è stato duro e commovente anche perché Rula Jebreal ha parlato del suicidio della madre, vittima di abusi.

Intervistata dal Corriere della Sera, la giornalista ha confessato: "Alle prove non riuscivo ad arrivare in fondo senza piangere, le persone che hanno collaborato alla scrittura del mio monologo mi hanno aiutato a incanalare le emozioni e a mettere davanti la storia. Fino ai 40 anni non mi sono mai soffermata veramente ad ascoltare quello che avevo dentro. Ho capito che la mia attenzione alla vulnerabilità delle donne nasceva dal trauma che avevo subito"..

Il tema portato da Rula Jebreal sul palco dell'Ariston non può dividere, eppure qualcuno non voleva che la giornalista partecipasse al Festival di Sanremo. Rula dà un calcio alle polemiche e dice: "Chi si opponeva lo faceva solo per pregiudizio: non gli piaceva chi sono, non cosa dicevo. Sono arrivati a chiedere un contraddittorio: volevano sul palco uno che ha ammazzato la moglie per celebrare lo stupro e il femminicidio? Piuttosto abbiamo dimostrato che si possono affrontare certi temi anche in serate nazionalpopolari".

Rula Jebreal ritiene che sia fondamentale raggiungere la parità di genere e quella salariale. Rula non trova giusto che le due giornaliste del Tg1 che hanno affiancato Amadeus ieri sera, Emma D'Aquino e Laura Chimenti, abbiano ricevuto solo un rimborso spese per partecipare al Festival, altrimenti passa il concetto che noi donne valiamo meno.

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