Il "Sanremo giovani" a Caccamo

Il 24enne siciliano porta a casa anche il premio della critica e quello della sala stampa. Biggio e Mandelli, Lara Fabian, Raf e Tatangelo esclusi tra i big

Con Ritornerò da te Giovanni Caccamo ha vinto il girone "giovane" del Festival di Sanremo. E ha fatto incetta di premi aggiudicandosi anche il premio della Critica. È dunque la vittoria di un nuovo esponente della musica cantautorale più elegante (è coautore delle musiche brano di Malika Ayane) che ha sconfitto i Kutso, simpatici casinisti e rockettari. In semifinale il chitarrista, chiuso in una finta doccia, si è presentato con una maschera di Carlo Conti. "Uno scherzo del Kutso" il commento del conduttore cresciuto a pane e cabaret. Intanto arrivano anche quattro pesanti esclusioni dalla gara: via i big Biggio e Mandelli, Lara Fabian, Raf e Anna Tatangelo. Le agenzie di scommesse puntano su Il Volo, ben piazzati Lorenzo Fragola e Malika Ayane, risale nelle quotazioni Nek, dopo la vittoria del premio Cover di giovedì.

La quarta serata del Festival di Sanremo è stata segnata da una vera e propria maratona musicale con le venti canzoni dei campioni, quelle dei giovani, oltre a quelle degli ospiti. Lo spazio dedicato alla comicità ha visto protagonista Virginia Raffaele, arrivata all’Ariston come Ornella Vanoni, uno dei numeri migliori del suo repertorio. La Vanoni della Raffaele è irrefrenabile, canta i suoi classici ma anche L’ombelico del mondo, strapazza i musicisti dell’orchestra, racconta quando faceva l’amore con Strehler e con Gino Paoli entrando nel camerino dei Camaleonti ("Mi spogliavo e non vedevo nessuno ..."). "Scusa - dice a Conti - prima Al Bano e gli Spandau Ballet ora la Vanoni: ma cos’è Cocoon?". Quindi si scatena dirigendo l’orchestra a colpi di Guerre Stellari e lancia pure via la bacchetta del direttore. Un vero pezzo di bravura condotto con un complicato travestimento cinematografico che richiede alcune ore al trucco. Nel secondo intervento spazio al suo virtuosismo vocale con il pezzo dell’operatrice del call center. Sul palco dell'Ariston si è esibito anche Gabriele Cirilli, fedele compagno d’avventura di Conti. Un "gancio" per il pubblico di Rai1 abituato a vederli insieme.

Il ct della Nazionale Antonio Conte ha rassicurato gli italiani che non ha intenzione di lasciare la panchina, ha scelto Uomini soli per dire che "gli allenatori sono uomini soli, quando le cose vanno male sono loro a pagare". "Come a Sanremo, in Italia siamo tutti allenatori", ha replicato Conti. Chiusura con il ct che canta Si può dare di più.

Sincera emozione per Sammy Basso, il ragazzo affetto da progeria, una malattia rara che provoca l’invecchiamento precoce. Sammy ha fondato una Onlus per raccogliere fondi per la ricerca sulla malattia ed è stato protagonista di un viaggio negli Usa diventato un documentario di National Geographic. Sul palco Elena Sofia Ricci, la suor Angela della fiction di Raiuno Che Dio ci aiuti, con la sua playlist. Ospiti musicali Giovanni Allevi con Loving you, un brano del suo nuovo album, e The Avener, il produttore-dj francese che sta sbancando le classifiche di mezzo mondo, Italia compresa dove Fade Out Lines è già platino.

Non è comunque il nome dei vincitori che potrà cambiare il bilancio di questa edizione: per Carlo Conti è "un trionfo", per usare le parole del direttore di Rai1 Giancarlo Leone. Boom di ascolti, un italiano su due davanti alla tv a vedere il festival. L’operazione di riportare Sanremo nel solco della tradizione ha dato i risultati sperati proprio perchè Conti ha dato la sua cifra e il pubblico è abituato a conoscerla. "Un festival Cocoon", come ha detto Virginia Raffaele, con Al Bano e Romina e gli Spandau e le rievocazioni, ma anche, per esempio, con Ed Sheeran o The Avener, senza contare il glamour di Charlize Theron, Will Smith e Margot Robbie (attesi stasera all’Ariston). Un festival per famiglie che ci lascerà il ricordo di una famiglia incredibile, gli Anania, destinata a rimanere negli annali dei comici.

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Commenti
Ritratto di cable

cable

Sab, 14/02/2015 - 10:45

Vingiamo sembre noi derroni, alla fine. Siamo drobbo bravi, ah, miii guando siamo bbravi!