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Sanremo, scintille tra Rai e Franceschini

Il ministro a gamba tesa. È scontro sui figuranti in sala. Amadeus minaccia le dimissioni

Sanremo, scintille tra Rai e Franceschini

Addirittura Amadeus sarebbe pronto a presentare le dimissioni da premier di Sanremo. Come Conte è rimasto senza governo della Città dei fiori. Ieri sul Festival della canzone si è consumato uno psicodramma nazionale pari quasi - e non si sta scherzando - alla crisi politica. Uno scontro tra Tv di Stato e ministri della Repubblica che, fino a tarda sera, non era ancora stato sbrogliato mettendo a serio rischio la stessa kermesse che si dovrebbe tenere dal 2 al 6 marzo.

Ma cosa è successo? Tutto ruota attorno alle regole sanitarie per evitare contagi. Un improvvido tweet di prima mattina del ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini ha buttato giù il castello di carta costruito da Amadeus e dall'organizzazione del Festival fatta dalla Rai e dalla squadra di Lucio Presta. «Il Teatro Ariston di Sanremo è un teatro come tutti gli altri e quindi, come ha chiarito ieri il ministro della Salute Speranza, il pubblico, pagante, gratuito o di figuranti, potrà tornare solo quando le norme lo consentiranno per tutti i teatri e cinema».

In sostanza Franceschini ha cancellato l'escamotage di sostituire il pubblico (pagante o invitato) con dei figuranti, cioè delle persone contrattualizzate per recitare la parte di spettatori (blindati e tamponati). Un tweet che ha gettato nel panico e ha fatto infuriare la catena di comando della Rai e del Festival. Amadeus, che già si era visto cancellare l'idea della nave della Costa Crociere come «bolla» per tenere al sicuro gli ospiti e il palco all'esterno in piazza Colombo, rimane sulle sue posizioni: o si mette in piedi un vero spettacolo con cantanti, orchestra e presenza di figuranti o si rimanda al prossimo anno. Il Comitato tecnico scientifico, interpellato dal ministro Speranza, in un incontro di ieri pomeriggio con la Rai, non ha potuto che ribadire le perplessità sulla presenza del pubblico e anche il rischio assembramenti che il Festival comporta richiamando migliaia di persone nella cittadina. E ha pure fatto presente che se nella prima settimana di marzo (la kermesse si svolge dal 2 al 6) la regione Liguria, ora gialla, dovesse trasformarsi in arancione o rossa il Festival salterete del tutto. Il sindaco di Sanremo, Alberto Biancheri, ha paventato un rischio default per il suo Comune se questo dovesse accadere. Si vedrà nelle prossime ore (anche quando parlerà ufficialmente il Cts) se e come si risolverà la questione.

Ma resta la domanda: perché Franceschini è intervenuto così a gamba tesa, con un tweet? C'è chi ha addirittura parlato di attacco politico e di volontà di tenere il Paese nella paura e nel terrore. Certamente il ministro - che si è fatto promotore di un canale on line della cultura, una specie di Netflix del teatro e del cinema - si è mostrato sensibile alle dure prese di posizione di importanti esponenti del mondo della cultura e del teatro italiano. Dai registi Davide Livermore ed Emma Dante a Carlo Fontana, presidente dell'Agis (Associazione italiana spettacolo), in molti si sono lamentati a gran voce del diverso trattamento riservato al Festival rispetto a tutti gli altri spettacoli. Secondo la loro posizione, essendo l'Ariston un teatro deve seguire le indicazioni contenute nel Dpcm. I vertici Rai ribadiscono invece che la struttura della Città dei Fiori dovrebbe essere considerata al pari di uno studio televisivo, dove è concesso l'uso dei figuranti, «attori» contrattualizzati che fanno parte del cast dello spettacolo. Come succede, per esempio, per I soliti ignoti, registrato dallo stesso Amadeus nel Teatro delle Vittorie, X Factor (che ha una sua Sky Arena nell'area dell'ex Expo a Milano) o per i programmi di Maria De Filippi (blindati dentro gli studi Elios a Roma) o per lo show di Costanzo (che non ha più sede al Parioli). Insomma, da una parte sembra eccessiva la posizione di Amadeus: o pubblico o niente. Alla fine la kermesse è prettamente uno spettacolo televisivo. Anche perché, diciamocela tutta, che siano figuranti o pubblico normale, il rischio che qualcuno contragga il virus è identico. Dall'altra parte pare pure intempestiva la posizione di Franceschini arrivata a poco più un mese dal Festival.

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