Se la cultura mette un cesso al Quirinale

«Da io a noi, la città senza confini» è la mostra che rimarrà aperta e visitabile gratuitamente nei palazzi del Quirinale fino al 17 dicembre. Il tema, sicuramente interessante, sono le periferie ed il loro continuo evolversi in una quasi quotidiana metamorfosi urbana. Altrettanto stimolante è l'idea di aprire il Palazzo del Quirinale all'arte contemporanea cercando di «risolvere» l'annoso tema della contaminazione dei luoghi pubblici con installazioni artistiche. Ventidue artisti italiani ed internazionali si sono espressi su questo; tra tutti balza all'occhio del visitatore l'opera di Sisley Xhafa. L'artista serbo ha installato degli inquietanti bagni chimici con una antenna.

La domanda è banale, sul serio meritiamo una cosa del genere? Davvero nel luogo civile più importante del nostro paese si può installare un «cesso» raccontando che queste sono le nostre città? Personalmente la considero una profanazione di un luogo laico simbolo del nostro paese, probabilmente non capirò nulla di arte contemporanea ma preferisco la mia sana ignoranza che una colta maleducazione.

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