La serie dal destino infelice. Su Disney+ arriva The Killing

Una detective story unica nel suo genere. A 7 anni dall'ultimo episodio, la serie completa di The Killing arriva sul colosso streaming della Disney in tutta la sua bellezza

La serie dal destino infelice. Su Disney+ arrivano le indagini di The Killing

È stato uno dei crime drama più controversi della tv ma dal destino infelice. Nonostante i temi scottanti e con storie di grande impatto emozionale, The Killing ha faticato a imporsi nel panorama seriale degli ultimi tempi. Dopo un periodo di latitanza dal piccolo schermo - 7 anni fa è stato trasmesso l'ultimo episodio - la serie completa arriva dall’11 giugno su Disney+, dove il nuovo colosso dell’intrattenimento mette a disposizione dei suoi abbonati tutti i 44 episodi – spalmati in 4 stagioni – della serie a sfondo poliziesco. Non è la classica detective story, ma un complesso puzzle di storie e situazioni in cui all’indagine poliziesca si apre anche una parantesi sulle vicende personali dei protagonisti. The Killing resta una serie tv dedicata ai veri intenditori e per quel tipo di pubblico che è in cerca di un intrattenimento diverso dal solito.

Creato da Veena Sud, lo show è stato trasmesso in America per la prima vola nell’aprile del 2011 sul canale via cavo della AMC, lo stesso che trasmette The Walking Dead. I primi due episodi hanno racimolato molti consensi positivi sia dal pubblico che dalla critica, tanto da convincere la rete a rinnovare la serie per una seconda stagione. Ma i problemi sono arrivati subito dopo. In Italia arriva su Fox Crime, canale a pagamento di Sky, dove sono state trasmesse le prime 3 stagioni. L’ultima è stata condivisa solo su Netflix. Sta di fatto che a distanza di anni dalla sua conclusione, The Killing resta un drama poliziesco atipico ma dal grande appeal.

Crimini sotto il cielo di Seattle: di cosa parla la serie tv

La prima stagione si focalizza sulle indagini della morte di Rosie Larsen. La giovane ragazza, dal futuro radioso ma con tanti segreti nascosti nell’armadio, è stata trovata morta in circostanze misteriose. Le indagini vengono affidate alla detective Sarah Linden (Mireille Enos) e a Stephen Holder (Joel Kinnaman), ex detective della narcotici arrivato da poco a Seattle. Per i due poliziotti non è facile capire il motivo per il quale una giovane ragazza, apparentemente tranquilla, sia stata uccisa così barbaramente. Le indagini portano Sarah e Holder verso gli uffici di Darren Richmond (Billy Campbell), consigliere comunale, candidato sindaco di Seattle, e uomo senza scrupoli.

I due protagonisti pezzo dopo pezzo ricostruiscono gli ultimi istanti di vita della giovane, fino ad arrivare a una sconcertate verità che lascia entrambi sconvolti e sconcertati. La scoperta del vero assassino arriva solo dopo 26 episodi e alla fine della seconda stagione. La terza e la quarta, invece, mettono in scena altre due indagini distinte e separate per i detective Linden e Holder, anche se sono ancora provati da quanto è successo con il caso della giovane Rosie Larsen. L'espediente di riportare in tv i due proptagonisti ma con nuove indagini poliziesche ha permesso a The Killing di sopravvivere a un brusco calo di ascolti, e di chiudere degnamente tutte le vicende senza lasciare nulla di intentato.

Detective tenaci che non hanno paura dell'ignoto

Ciò che ha reso The Killing una serie tv da non perdere, non sono state solo le indagini poliziesche sul filo del rasoio che hanno raccontato il lato oscuro di Seattle, ma a colpire è la caratterizzazione dei personaggi. Non solo detective integerrimi ma disposti a tutto pur di assicurare i criminali alla giustizia, ma in The Killing c’è anche il lato umano di uomini (e donne) di legge con tutti i loro problemi di natura personale. In questo contesto spicca il personaggio di Sarah Linden. Silenziosa ma ottima osservatrice, è una donna dal grande acume e dal cuore tenero che antepone il suo benessere per garantire al figlio Jack una vita serena. Nella serie tv è pronta a sposarsi con il fidanzato, ma l’omicidio di Rosie mette ogni cosa in discussione.

Al suo fianco c’è Holder. Arrivato a Seattle proprio perché nel dipartimento doveva prendere il posto di Sarah, trova nella sua partner non solo una collega ma anche un’amica fidata. Lui è un uomo schivo, dalla bellezza nordica e dalla parlantina veloce, beve e fuma all’inverosimile ma riesce a sempre a stare concentrato, anche se molte volte viene disturbato dai suoi trascorsi alla narcotici. Due personaggi dai caratteri e dai vissuti completamenti diversi uniti da uno scopo comune: costruire un mondo migliore. Ma in una città come Seattle, descritta come un centro multietnico e crepuscolare, è un’impresa molto difficile. Linden e Holder cercano di muoversi con cautela in questo universo in continuo movimento, ma la legge del più forte, della politica e della malavita, vince su tutto.

Perché vedere The Killing?

Molti critici e molti giornalisti di settore si sono posti questa domanda senza riuscire a trovare una risposta. The Killing è una serie valida, perché attraverso l’indagine poliziesca riesce a scavare nell’indole dei protagonisti, facendo emergere luci e ombre; allo stesso tempo non è esente da difetti ed è ben lontana dall’essere perfetta. È una serie che si prende i suoi tempi, ha un ritmo lento e cadenzato che impedisce allo spettatore di restare vigile fino alla fine dell’episodio, è una serie introspettiva e di "atmosfera", fatta di lunghi primi piani e che catturano gli scorci di una Seattle rurale, sporca, sudicia, dove tra le nuvole non spunta mai il sole. Ma è da vedere perché regala al pubblico una storia coesa e dalle grandi sfaccettature, in bilico tra drama di formazione e la pura (e semplice) indagine poliziesca.

Da Seattle a Copenaghen: ecco Forbrydelsen

The Killing è non una serie tv originale. In realtà è un remake di un omonimo show danese del 2007. Il titolo significa letteralmente "il crimine", ma nella trasposizione inglese è stato scelto un titolo diverso. Ha vinto un premio BAFTA nel 2011 come migliore serie tv internazionale e, rispetto al remake americano, ha una struttura narrativa molto diversa. Ogni episodio segue giorno per giorno un caso di omicidio che copre un arco di indagini lungo 24 ore. Molto simile a un noir scandinavo, la serie si è contraddistinta per le sue storie cupe, perverse, e per una regia altrettanto oscura che riflette da vicino il carattere della detective Lund (vero nome di Sarah Linden). È andata in onda per tre stagioni e sono stati realizzati ben 40 episodi.

Una serie tv di successo ma dal destino infelice

The Killing è stata baciata fin da subito da ottime critiche. La stampa, infatti, ha premiato la serie tv definendola "avvincente e appassionante", elogiando soprattutto la sua iconica protagonista. L’amore però è finito molto presto. Dopo la fine della prima stagione che, di fatto, non ha alzato il velo sulla morte di Rosie, la seconda stagione ha arrancato di molto, perdendo il suo ritmo e facendo perdere alla storia la sua identità. Infatti, dopo il secondo fallimentare capitolo della vicenda, i vertici del network hanno deciso di non rinnovare la serie. Sono tornati sui loro passi quando Netflix – che in quel periodo si stava imponendo come nuovo medium – ha proposto di accollarsi parte dei costi di produzione. Così è stata realizzata la terza stagione che è stata cancellata di nuovo dalla AMC, per arrivare poi definitivamente su Netflix che decide di realizzare sei episodi e chiudere le vicende di Linden e Holder. Oggi The Killing torna su Disney+ in tutto il suo splendore.

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