Tra gaffe e licenziamenti: la prima settimana (difficile) di re Carlo

Carlo III ha appena iniziato il suo "lavoro" da re, ma già diversi problemi gravano sul suo regno, minacciandone la stabilità

Tra gaffe e licenziamenti: la prima settimana (difficile) di re Carlo

Carlo III ha appena affrontato la sua prima settimana da nuovo re d’Inghilterra, tra la sofferenza per la morte della madre, viaggi senza sosta attraverso il regno per inaugurare la sua nuova era, piccoli imprevisti e un grande dilemma che potrebbe mettere a repentaglio la sopravvivenza della Corona: i venti d’indipendenza che spirano sempre più forti da Scozia, Irlanda del Nord e Galles.

La Regina è morta. Viva il re

Giovedì 8 settembre 2022 il Regno Unito è stato travolto dalla notizia della morte della regina Elisabetta, avvenuta al Castello di Balmoral. Nel momento esatto in cui Sua Maestà è stata dichiarata deceduta dai medici, Carlo è diventato il nuovo re d’Inghilterra. Da quel giorno e fino al funerale della sovrana, il prossimo 19 settembre, la monarchia inglese percorrerà due strade parallele: una rivolta verso il futuro, con la presentazione di Carlo al popolo e la sua proclamazione a nuovo re, l’altra proiettata verso il passato, nel ricordo di Elisabetta II. Nei giorni in cui si piange la precedente Regina, il nuovo re è acclamato dalla nazione. Può sembrare un po’ cinico e insensibile, ma la sopravvivenza della Corona non si fonda tanto sulla persona, bensì sul ruolo che ricopre. La persona china il capo di fronte al tempo, è soggetta alle regole della vita e della morte, la carica di sovrano continua a esistere nonostante l’impermanenza degli uomini e delle donne che la ricoprono.

Figlio e re

La prima dichiarazione di Carlo, diffusa l’8 settembre 2022, non è stata quella di un re, ma quella di un figlio che ha reso un tributo alla madre e alla Regina, come era doveroso: “La morte della mia amata madre, Sua Maestà la Regina, è un momento di enorme tristezza per me e per tutti i membri della mia famiglia. Piangiamo profondamente la morte di una sovrana e di una madre tanto amata. So che la sua perdita sarà profondamente sentita in tutto il Paese, il Commonwealth e da innumerevoli persone in tutto il mondo. Durante questo periodo di lutto e di cambiamento io e la mia famiglia avremo il sostegno che deriverà dalla consapevolezza del rispetto e dal profondo affetto che ha sempre circondato la Regina”. Questa è l’unica dichiarazione di Carlo III, nella sua prima settimana da re, dai toni più intimi e familiari, interamente focalizzata su Elisabetta II nei ruoli di sovrana, madre e nonna.

Discorsi politici nel solco della tradizione

Il discorso alla nazione del 9 settembre 2022, quello della proclamazione a St. James’s Palace del 10 settembre scorso (prima cerimonia dell’Accession Council a essere trasmessa in televisione) e quello alla Camere del 12 settembre scorso sono di tenore molto diverso. La figura della regina Elisabetta diventa una specie di guida morale per Carlo III. In tutte queste dichiarazioni, di taglio più politico, i concetti chiave sono la tradizione, la devozione al popolo, lo spirito di abnegazione, la modestia, l’umiltà, la perseveranza, il dovere. Tutto ciò in cui Elisabetta ha creduto, in cui si identificata fino quasi ad annullare il confine tra la persona e la Regina. Un modello che Carlo vuole seguire. Il 9 settembre ha dichiarato: “Mia madre è stata un esempio. Vi servirò per tutta la vita con amore, rispetto e lealtà…Per tutta la sua vita mia madre è stata un’ispirazione…Ha compiuto sacrifici in nome del dovere…”. Il 10 settembre 2022 ha ribadito il concetto: “Il regno di mia madre non ha avuto eguali per durata, dedizione e devozione…Sono profondamente consapevole di questa grande eredità, dei doveri e delle pesanti responsabilità di sovranità…” a cui Carlo ha promesso di adempiere “per ciò che mi resta da vivere”. A Westminster Hall ha anche aggiunto: “Non posso fare a meno di sentire il peso della Storia che ci circonda. Il Parlamento è lo strumento vivente e pulsante della nostra democrazia…Sua Maestà ha giurato di servire il suo Paese…È diventata un esempio di dovere altruistico che, con l’aiuto di Dio e i vostri consigli, sono convinto di voler seguire fedelmente”. Carlo III ha sottolineato in tre discorsi l’impostazione che intende dare al suo regno, orientata verso la tradizione e la continuità rispetto all’opera di Elisabetta II.

Gli alleati di Carlo III

Fin dal primo discorso alla nazione Carlo III ha fatto capire chiaramente chi saranno i membri di spicco della nuova era iniziata l’8 settembre 2022: la Regina consorte Camilla, William e Kate. Alla moglie il re dedica parole molto importanti: “Conto sull’aiuto amorevole della mia amata moglie Camilla…diventata la mia Regina consorte. So che sarà all’altezza del suo ruolo”. Il re confida molto in Camilla, che ha conquistato gli inglesi e perfino la regina Elisabetta la quale, alla vigilia dell’Accession Day del 2022 la consacrò futura sovrana consorte. Nel discorso del 10 settembre Carlo ha anche detto: “Sono incoraggiato dal sostegno della mia amata moglie”. Durante il messaggio alla nazione il sovrano ha compiuto un passo fondamentale per dar forma al suo regno, proclamando William e Kate nuovi principi di Galles. In particolare la duchessa di Cambridge prenderà il titolo che fu di Lady Diana. Con questa mossa Carlo avrebbe voluto chiudere con il passato e avviare la monarchia su un nuovo percorso. Un futuro in cui non sembrerebbero inclusi Harry e Meghan, a cui il monarca augura ogni bene purché se ne rimangano negli Stati Uniti. Inoltre la principessa Beatrice è stata nominata nuovo Consigliere di Stato, come dispongono le regole di successione (non c’entra nulla un eventuale favore fatto dal re al principe Andrea). Beatrice avrà una quantità maggiore di doveri reali, sarà un’importane ambasciatrice del Regno Unito e farà parte del Privy Council.

Imperdonabile nervosismo?

La vita del nuovo re è cambiata nel giro di una manciata di ore, benché Carlo si stesse preparando da decenni a questa circostanza. “Non potrò più dedicare tempo alle questioni che avevo a cuore ma so che questo proseguirà nelle mani di altre persone fidate”, ha detto nel primo discorso alla nazione, facendo intendere che non potrà più dedicarsi come vorrebbe ai temi che gli stanno a cuore, come l’ecologia. Una trasformazione inevitabile. Per qualcuno, però, il suo carattere “snob” ed egocentrico non sarebbe mai cambiato e vi sarebbero due indizi rivelatori: il primo è il gesto di stizza rivolto a un valletto durante la firma dei documenti della proclamazione, causato da un astuccio ingombrante. Il secondo riguarda il piccolo incidente con la penna accaduto mentre Carlo firmava il libro degli ospiti al Castello di Hillsborough, che gli ha fatto dire: “Oh Dio odio questa penna. Non posso sopportare questa dannata cosa. Ogni maledetta volta”. Scatti di nervosismo che molti sudditi, sul web, non gli hanno perdonato. Sarebbe esplosa in lui una frustrazione latente che il corrispondente del Times Jack Blackburn ha tentato di spiegare: “Penso sia possibile leggere un po’ di malumore da parte di qualcuno che ha viaggiato senza sosta da quando sua madre è morta, lo scorso giovedì”. Il giornalista Marcus Dysch è sulla stessa lunghezza d'onda: “Guardando le notizie, la scorsa notte, penso che, cordoglio a parte, re Carlo debba essere assolutamente esausto. Ha più di 70 anni e sta andando in giro per la nazione senza fermarsi…Spero che, a tempo debito, possa prendersi il periodo di cui ha bisogno per affrontare questo momento traumatico”.

Un esordio infelice

Gli inglesi non avrebbero gradito e tantomeno compreso il motivo per cui Carlo III avrebbe fatto recapitare a decine di suo collaboratori storici a Clarence House, lo scorso 12 settembre durante la messa in memoria della Regina, un’inaspettata lettera di licenziamento. Non un buon modo di cominciare a regnare, benché motivato con il trasferimento del sovrano a Buckingham Palace, dove c’è già un nutrito staff di collaboratori e la conseguente chiusura di Clarence House. “Tutti sono assolutamente lividi. Tutto lo staff è rimasto a lavorare tardi ogni sera fin da giovedì scorso. La gente è visibilmente scossa”. Secondo quanto riporta il Guardian molte delle persone licenziate verranno ricollocate negli uffici degli altri membri della royal family, altre riceveranno una generosa liquidazione e altre ancora saranno aiutate a trovare un buon impiego. Ma la delusione resta.

Le sfide future

Quando re Carlo III è tornato a Buckingham Palace, dopo la morte della regina Elisabetta, ad attenderlo davanti ai cancelli del Palazzo c’era una folla festante. Per l’occasione la Regina consorte Camilla ha persino imitato, in qualche modo, Elisabetta II, indossando le perle come lei usava fare e lanciando messaggi con una spilla preziosa allo stesso modo della precedente sovrana. Camilla, infatti, ha scelto la Diamond Knot Brooch, a forma di nodo, simbolo del suo eterno amore per Carlo. “È stato stranamente rassicurante vederla arrivare con le perle e la spilla di diamanti sull’abito da lutto all’entrata di Buckingham Palace, per la prima volta come Re e Regina consorte. Si tratta del look preferito della regina Elisabetta per 70 anni di regno, le perle e una spilla sono diventate il suo stile iconico...", ha detto Carol Woolton di Vogue. Un’abitudine che sembrerebbe già consolidata per Camilla, che in occasione della messa a St. Giles a Edimburgo, il 12 settembre 2022, ha optato per una spilla di diamanti con due cardi, simbolo da più di 500 anni della Scozia, appartenuta alla Regina Madre. Un omaggio a Elisabetta II, alla madre di quest’ultima e, naturalmente, alla Scozia. Proprio quest'ultima però, è uno dei crucci di Carlo III, insieme all’Irlanda del Nord visitata nella prima settimana di lutto e al Galles, la cui visita regale è prevista per venerdì 16 settembre. In questi Paesi l’ombra dell’indipendentismo, resa ancora più oscura dall’antipatia nei confronti del nuovo re, aleggia sulla Corona. Se Carlo vuole evitare la disgregazione del suo regno e del Commonwealth (non dimentichiamo che in alcune nazioni dell’organizzazione intergovernativa la royal family viene bollata come simbolo del colonialismo) deve agire in fretta. Questo, per ora, è il momento del lutto, ma la domanda rimane: il nuovo sovrano sarà in grado di mantenere e far prosperare l’eredità regale e politica della regina Elisabetta?

Commenti