Cronache

Filippo e il testamento segreto per la "dignità" della regina

Il contenuto del testamento del principe Filippo è destinato a rimanere un mistero per circa un secolo, allo scopo di tutelare la dignità della regina Elisabetta

Filippo e il testamento segreto per la "dignità" della regina

Quando il principe Filippo è morto, lo scorso 9 aprile, sono iniziate le speculazioni sul contenuto del suo testamento, in particolar modo sui beneficiari della fortuna che il duca di Edimburgo ha guadagnato in una vita intera. Purtroppo il giallo sulle sue ultime volontà si risolverà, forse, solo tra 90 anni, quando molti di noi non saranno più qui per saperlo e raccontarlo.

Il mistero del testamento

L’Alta Corte di Londra ha stabilito che il mondo non conoscerà tanto presto i segreti del testamento redatto dal principe Filippo. Anzi, è possibile che non ne venga mai a conoscenza. Il motivo di tale mistero starebbe nella ferma volontà dei giudici di tutelare la dignità della Corona e la privacy della regina Elisabetta. Le ultime volontà di un membro senior della royal family, infatti, subiscono una sorte diversa rispetto a quella riservata ai testamenti dei comuni mortali. L’Alta Corte inglese ha l’onere di sigillare il documento affinché il contenuto non venga divulgato immediatamente e senza controllo.

Così accade, per convenzione, da più di 100 anni. Il primo reale le cui ultime volontà vennero secretate dall’Alta Corte fu il principe Francis di Teck, figlio minore della regina Mary di Teck, morto nel 1910. I testamenti reali, di cui oggi si contano più di 30 plichi (tra cui quello della principessa Margaret e della Regina Madre), vengono conservati con cura dal giudice più anziano dell’Alta Corte, che oggi è Sir Andrew McFarlane. Nel caso del duca di Edimburgo il giudice McFarlane ha rivelato che ci vorranno non meno di 90 anni prima di poter leggere gli ultimi pensieri del principe consorte. Ammesso che potremo leggerli mai. Trascorso questo lungo tempo, infatti, non è per nulla certo che il testamento venga reso pubblico.

È possibile che i giudici e i discendenti dei Windsor continuino a mantenere il riserbo più assoluto. Sir Andrew McFarlane ha affermato di non conoscere le ultime volontà del principe Filippo e ha sottolineato: “Ho ritenuto che, a causa della posizione costituzionale della Sovrana sia appropriato avere una prassi speciale relativa alle ultime volontà reali. C’è bisogno di rafforzare la tutela garantita agli aspetti davvero privati delle vite di questo ristretto gruppo di individui per mantenere la dignità della Sovrana e dei membri della royal family”.

Sir Andrew ha spiegato che la sua decisione è strettamente connessa alla grande curiosità suscitata, sui media e tra il popolo, dal testamento del principe Filippo e che ha favorito la nascita di “una notevole pubblicità e di congetture”. Il giudice ha proseguito: “Benché ci possa essere la curiosità pubblica nei confronti delle disposizioni private che un membro della royal family può scegliere di inserire nelle ultime volontà, non vi è alcun interesse pubblico nel conoscere informazioni assolutamente private”. Tra 90 anni la royal family potrà, se vorrà, aprire il testamento del principe Filippo alla presenza del notaio del futuro re e del custode degli Archivi Reali. Solo allora verrà deciso se rendere pubblico il documento o meno. Una terza via potrebbe essere quella di divulgarne solo alcune parti.

Chi beneficerà della fortuna del principe Filippo?

Ci sono molte ipotesi sull’identità dei beneficiari del patrimonio da 35 milioni di euro del principe consorte. Sembra che la regina Elisabetta e i quattro figli saranno i più importanti. I libri antichi e le opere d’arte, che si trovano tra Windsor, Sandringham e Balmoral, sarebbero già stati divisi tra il principe Carlo, Anna, Andrea ed Edoardo. Pare che il principe Filippo abbia voluto ricompensare anche i valletti che gli sono stati vicini fino all’ultimo, destinando una discreta ma sconosciuta somma al suo segretario privato, il brigadiere Archie Miller Bakewell, al suo paggio William Henderson e al suo cameriere personale Stephen Niedojadlo. Per saperne di più non ci resta che aspettare (si fa per dire) almeno 90 anni.

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