"Tg2 Dossier" dedica uno speciale a Bettino Craxi

Il 19 gennaio di vent'anni fa moriva l'ex presidente del consiglio e leader del partito socialista Bettino Craxi. Ad Hammamet, in Tunisia, dove si era trasferito definitivamente nel 1994, in un esilio/latitanza per evitare il carcere dopo le condanne ricevute per Tangentopoli. Il politico che, nel bene e nel male, ha caratterizzato un'epoca torna al centro del dibattito. Per il film di Gianni Amelio e per l'attualità, spesso mediocre, della politica italiana che porta a rivedere i giudizi su un periodo in cui l'Italia era più rispettata in Europa e nel mondo.

Sono temi analizzati dalla puntata del Tg2 Dossier dedicata a Craxi da Miska Ruggeri, in onda oggi alle 23,30 (e in replica, in forma ridotta, domani alle 10,15) che ripercorre la parabola di Craxi attraverso le testimonianze e i giudizi di politici, diplomatici, intellettuali e giornalisti che lo hanno frequentato. La trasmissione non si concentra solo sul periodo del governo, fra i più stabili dell'Italia repubblicana, con il Paese divenuto la quinta potenza industriale del pianeta, sul nuovo concordato con la Chiesa, sul taglio della scala mobile o sul duro braccio di ferro a Sigonella con gli Usa di Reagan. Racconta anche la gavetta nel partito e nella giunta milanese, il duello politico con Ciriaco De Mita (che non fa sconti sulla mancata «staffetta» a Palazzo Chigi, ma poi racconta la riconciliazione e quasi l'amicizia nella bufera di Tangentopoli), il corpo a corpo con i giudici di Mani Pulite.

Insomma, i tribunali hanno detto la loro, con condanne in via definitiva. Ma agli storici spetta il compito di allargare la prospettiva e spiegare i fatti con obiettività. Ridando a Craxi il posto che gli spetta. Quello di un leader ascoltato e rispettato da giganti quali Reagan, Gorbaciov, Mitterrand, Kohl e Thatcher.

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