Torna il mistero del "Cantante Mascherato". Carlucci: "Tanti famosi vogliono partecipare"

La prima edizione nell'epoca delle mascherine. In giuria anche Patty Pravo

Ironia delle coincidenze. La prima edizione andò in onda quando ancora il titolo non poteva indurre ad alcun doppiosenso. Ma ora che Il Cantante Mascherato ritorna, come non pensare all'involontaria, incorporata modalità «covid free» dei suoi concorrenti? Come ignorare la rinnovata «missione del sorriso» cui lo show canterino di Milly Carlucci deve in tempi così poco allegri - giocoforza votarsi? «Lo spettacolo innanzitutto! proclama la battagliera Milly-. Ora più che mai il nostro imperativo è: divertire il pubblico».

E allora ecco tornare dal 29, per cinque venerdi su Raiuno, nove cantanti misteriosi (ma potrebbero anche non cantare per professione) calati in costumi integrali come le tute da astronauta dei medici anti-Covid, ma almeno simulanti anche se con esiti estetici alquanto modesti - creature di fantasia quali la Tigre Azzurra o il Baby Alieno, e dentro cui i misteriosi individui cantano camuffando la voce, o parlano distorcendola con aiuti computerizzati «perché la voce parlante - spiega Milly - è più difficile da camuffare di quella cantante».

Loro si sforzano di cambiare voce: «Per fingersi rockettaro e ispirarsi ad Adriano Pappalardo, l'anno scorso Al Bano si è massacrato l'ugola», rivela Milly. E la giuria si sforza di scoprirne la vera identità: coadiuvati da trenta «detective» sotto la guida di Simone Di Pasquale e Sara Di Vaira, i giurati saranno Patty Pravo, Flavio Insinna, Francesco Facchinetti, Caterina Balivo e Costantino Della Gherardesca. «Fondamentali per lo show, perché sono le loro reazioni, a darmi il livello di curiosità che le nostra maschere suscitano nel pubblico a casa. Devono avere orecchio e anche conoscenze musicali. Ma talvolta neppure quelle bastano: Al Bano è stato riconosciuto dal modo in cui impugnava il microfono e batteva il tempo col piede».

Tutto poggia sul meccanismo del classico gioco infantile - che l'anno scorso ha attratto un pubblico soprattutto familiare con punte del 22 per cento di share - del «facciamo finta che io sono». Ma la cosa è meno elementare di quanto sembri: «L'uso della maschera, che nella vita di tutti i giorni limita la nostra libertà, al Cantante mascherato, invece, la stimola. Coperto dall'anonimato il personaggio si sente libero di esprimersi in modo totalmente diverso dal solito. E spesso con esiti del tutto inattesi. Chi s'aspettava, ad esempio, che Teo Mammuccari, vincitore della prima edizione e noto per i suoi toni caustici e taglienti, rivelasse un'anima romantica?».

Non basta: contrariamente a quanto s'immagina, la Carlucci non fatica affatto a convincere cantanti (e non) a calarsi nelle tutone animalesche: «Più sono famosi, più si divertono ad abbandonare i propri panni. Per loro è come prendersi una vacanza da sé stessi. Fare il cast di Ballando con le stelle è molto più difficile: per il Cantante Mascherato ho moltissime richieste». Ma da bambina la sua maschera preferita qual era? La prima che ricordo è quella del cow-boy».

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