Tour (virtuale) alle Gallerie estensi

Il Museo diffuso propone una visita immersiva fra i suoi tesori

Tour (virtuale) alle Gallerie estensi

Siamo stati dentro le Gallerie Estensi di Modena, un luogo dell'incanto dove a metà dell'Ottocento Francesco V d'Austria-Este decise di raccogliere tutto il patrimonio artistico accumulato nei secoli dal suo casato, fin dai gloriosi anni della signoria ferrarese. Che collezionisti, gli Este: aristocratici, raffinati, appassionati di musica (nel museo c'è un clavicembalo di marmo, una preziosa chitarra intarsiata), mecenati dei maggiori artisti dell'epoca (Francesco I pretese il Bernini per scolpire un suo busto e Velàzquez per un ritratto), amanti del lusso (maioliche, medaglie, avori, vasellame) e del genio (ché altrimenti sarebbe difficile aver accumulato, nei secoli, La Pietà di Cima da Conegliano, una stupefacente Madonna col Bambino del Correggio, un Trittico di El Greco).

Siamo dentro il Palazzo dei Musei di Modena: al piano terrà c'è il Lapidarium Estense, il primo museo pubblico istituito nella città, nel 1828, al primo piano vediamo il luminoso allestimento (parenti chiare, didascalie dettagliate) della Galleria: Martina Bagnoli, direttrice del museo, ci ha fatto da guida per oltre un'ora in quello che chiama «il luogo dell'incanto», di fatto un museo di provincia non tra i più noti. Ed è un peccato, perché le Gallerie Estensi sono un unicum nel panorama dei musei nazionali: sono infatti un museo diffuso che, seguendo la storia della famiglia degli Este, si dirama tra le province di Modena e Ferrara (comprende infatti la Pinacoteca nazionale ospitata nel Palazzo dei Diamanti a Ferrara, il Palazzo Ducale a Sassuolo, la Biblioteca Estense, il Lapidarium e la Galleria Estense di Modena). La Galleria è il primo museo nazionale ad essersi attrezzato per un tour virtuale e immersivo, grazie al contributo di Fondazione Modena e alla collaborazione scientifica del laboratorio Aimagelab del Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari dell'Università di Modena e Reggio Emilia. Sfruttando riprese con macchine fotografiche a 360 gradi e una ricostruzione 3D dell'ambiente sulla piattaforma Matterport, abbiamo potuto visitare la sede di Modena delle Gallerie Estensi direttamente da casa nostra.

Il nuovo «biglietto d'ingresso» è un link, cliccando il quale si entra virtualmente nel museo. I partecipanti potranno, ciascuno da casa propria, seguire l'itinerario, confrontandosi e dialogando con la guida del museo. Nel frattempo, la direttrice Bagnoli spera nell'«effetto Downton Abbey» (lo chiama così): «Proponiamo visite virtuali ora per stimolare la voglia di una visita fisica, non appena possibile». E allora sarà un incanto, in tutti i sensi.

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