Tutte le regole infrante dalla Regina al funerale di Lady Diana

La regina Elisabetta infranse diverse tradizioni al funerale della principessa del Galles. Ecco quali

Tutte le regole infrante dalla Regina al funerale di Lady Diana

Il rapporto tra la regina Elisabetta e Lady Diana non è mai stato lineare. Tra le due donne, caratteri opposti e background piuttosto diversi, si è spesso alzato il muro dell’incomprensione. Quando la principessa del popolo morì, il 31 agosto 1997, la sovrana divenne il bersaglio di quanti ritenevano la Corona responsabile, più o meno indirettamente, di quella morte. Sua Maestà venne criticata per non aver reso omaggio a Diana nelle ore immediatamente successive all’incidente nel Tunnel dell’Alma. Eppure le cose non sarebbero andate esattamente così. Durante il funerale di Lady Diana Elisabetta infranse alcune regole molto importanti per i Windsor, pur di dare l’ultimo saluto alla madre dei suoi nipoti, del futuro re d’Inghilterra.

Quella sera di agosto del 1997

Quando Lady Diana morì a Parigi, in un tragico incidente stradale che ancora oggi fa versare i classici fiumi d’inchiostro, la regina Elisabetta si trovava in vacanza a Balmoral, ma decise di non tornare subito a Londra. Inoltre evitò, in un primo momento, qualunque dichiarazione pubblica. Secondo il documentario di Channel 5, “Diana: 7 Days That Shook the Windsors” (2017), Elisabetta II voleva solo proteggere i nipoti, travolti da un lutto devastante. A William e Harry, poi, non sarebbe stata comunicata subito la notizia e la Regina avrebbe proibito l’accesso a radio e televisioni per evitare che i ragazzi (all’epoca avevano solo 15 e 12 anni rispettivamente) venissero a conoscenza dei dettagli più cruenti della morte di Lady Diana.

Gli inglesi, però, interpretarono il silenzio della loro monarca come una manifestazione di freddezza, indifferenza. I giorni tra la morte della principessa e il suo funerale sarebbero stati quelli in cui la monarchia avrebbe toccato il suo punto più basso, indisponendo i sudditi. In un primo momento la regina Elisabetta non avrebbe compreso le ragioni della rabbia popolare. In fondo Diana non era più una Windsor e con l’intervista alla Bbc del 1995 aveva gettato fango sulla Corona. I britannici, invece, la pensavano diversamente. Così la sovrana dovette correre ai ripari, tornando a Londra e pronunciando l’ormai storico discorso del 5 settembre 1997, in cui rendeva omaggio alla ex nuora.

Sembra che l’idea della dichiarazione alla nazione sia stata di Tony Blair. L’allora premier avrebbe messo in guardia la Regina dalle conseguenze che avrebbe avuto sulla monarchia l’atteggiamento distaccato della royal family e sulla portata "globale" del tragico evento. In realtà, secondo la tradizione, Elisabetta avrebbe potuto vivere in silenzio e in privato il lutto, proprio perché Lady Diana non era più un membro della royal family. Non lo fece. Per alcuni la sua fu una scelta politica che aveva come unico obiettivo la sopravvivenza della Corona. Tuttavia ciò potrebbe non essere vero, non del tutto almeno.

Le regole infrante

Al momento della morte Lady Diana era ormai divorziata dal principe Carlo (il divorzio divenne ufficiale il 28 agosto 1996), aveva perso lo status di altezza reale e si stava creando un’immagine del tutto staccata da quella della Firm. Eppure la regina Elisabetta diede il suo assenso a un funerale pubblico e in diretta televisiva. Non solo. Acconsentì che venisse posizionato sulla bara lo stendardo reale inglese, un simbolo araldico che viene usato rispettando un protocollo ben preciso. Per esempio viene issato sui mezzi di trasporto ufficiali, ma solo quando la regina Elisabetta è a bordo. Inoltre Sua Maestà compì un gesto che rimase nella Storia: si inchinò al passaggio del feretro della principessa. Una Regina che abbassò il capo di fronte a una donna che non era più una reale. Anche questi dettagli furono, per qualcuno, solo frutto di un’accurata strategia, il disperato tentativo di preservare il trono. Forse non lo sapremo mai. Ma chi ci dice che quell’inchino non rappresentasse anche una sorta di riconciliazione, la proverbiale “pietra” su un passato incancellabile, sul tempo interrotto, sulle incomprensioni che non conosceranno mai un chiarimento?

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