"Denunciati dai domestici". Ma Carmen Russo e Enzo Paolo Turchi: "Falsità"

La popolare coppia televisiva sarebbe stata denunciata per lavoro irregolare presso il Tribunale di Tivoli. Ma i due negano tutto: "False accuse sui domestici"

"Denunciati dai domestici". Ma Carmen Russo e Enzo Paolo Turchi: "Falsità"

Un scontro a distanza. Da una parte l'accusa di due cause di lavoro e una denuncia penale per violenza privata che, a detta del Fatto Quotidiano, sarebbero state depositate presso il Tribunale e la Procura di Tivoli. Dall'altro lato la secca smentita di qualsiasi addebito. A finire nel mirino della giustizia sono due volti noti del piccolo schermo, Carmen Russo e Enzo Paolo Turchi, che sarebbero stati appunto denunciati dai domestici per "lavoro irregolare e violenza privata". I due ballerini però non solo respingono ai mittenti le accuse di sfruttamento ("Illazioni e luoghi comuni che si pongono in stridente contrasto con la realtà fattuale e le circostanze comportamentali delle parti"), ma già danno mandato ai propri legali di far partire le querele.

Il giallo della denuncia

Secondo quanto riporta il Fatto Quotidiano, per otto mesi una coppia di italiani avrebbe lavorato per Russo e Turchi nella loro villa di Formello per 2,2 euro l'ora, in nero, senza ferie, malattia né riposi settimanali con la promessa di un regolare contratto di lavoro mai arrivato. I due, ingaggiati per occuparsi delle pulizie e del parco della lussuosa tenuta sulle colline tra il Lago di Bracciano e il Tevere, avrrebbero risposto ad un annuncio, trasferendosi in pianta stabile nella villa in due stanze messe a loro disposizione.

"Tante promesse ma non ci hanno mai messo in regola - hanno detto al quotidiano i domestici - Ci pagavano 500 euro a testa (700 euro in primi mesi) per 10 ore di lavoro, senza ferie, permessi e malattia. Quando ci siamo impuntati Turchi ci ha minacciati e cacciati dalla villa di Formello". Un finale burrascoso al quale i due domestici avrebbero deciso di dare un seguito rivolgendosi all'avvocato Gabriele Colasanti di Roma, che ora avrebbe chiesto il riconoscimento del vincolo di dipendenza e subordinazione dei due custodi e tutte le spettanze dovute (calcolate in circa 20mila euro), nonostante la rinuncia che i custodi avrebbero dovuto firmare al momento delle dimissioni.

A pesare sarebbero soprattutto i documenti raccolti dall'accusa grazie al lavoro di un ufficiale dei carabinieri in congedo, esperto investigativo, che ha estratto messaggi, fotografie e video dai telefonini dei domestici. Il materiale proverebbe oltre all'irregolarità lavorativa anche la violenza privata. Nella querela presentata dai custodi lo scorso marzo, infatti, i due denunciano che Turchi avrebbe decurtando 200 euro dalla loro paga e poi li avrebbe aggrediti prima di cacciarli definitivamente dalla tenuta.

"Le accuse sono false"

Per il momento i condizionali sono tutti d'obbligo. E, infatti, dopo il clamore scatenatosi in seguito all'articolo pubblicato del Fatto Quotidiano, Carmen Russo e Enzo Paolo Turchi hanno immediatamente diffuso una nota, attraverso il loro legale, Paolo Colosimo del Foro di Roma, per chiamarsi fuori da qualsiasi accusa. "Russo e Turchi non hanno ricevuto alcuna notificazione dei ricorsi asseritamente depositati dai presunti dipendenti al Tribunale Ordinario di Tivoli e si riservano, a loro volta, di agire giudizialmente per la tutela dei propri diritti e interessi" , si legge nel comunicato poi pubblicato dall'agenzia AdnKronos. I due ballerini spiegano che la vicenda è stata "malamente raccontata" con modi "gravemente diffamatori e lesivi della loro dignità e della rispettabilità".

"A tal proposito - prosegue la nota ufficiale di Russo e Turchi - gli scriventi stessi hanno già conferito mandato al proprio difensore di fiducia di procedere, nelle opportune sedi di giustizia, per denunciare le illecite condotte poste in essere ai propri danni da alcuni degli autori degli scritti in contestazione i quali non rispettando assolutamente i principi del corretto esercizio del diritto di cronaca e di critica, risultano aver posto in essere un vero e proprio attacco personale pregno di contenuti diffamatori". Intanto il Tribunale di Tivoli ha fissato la prima udienza a dicembre 2021 e una seconda a marzo 2022.