Westworld, prepariamoci alla seconda stagione

Torna Westworld, il meglio delle serie tv in circolazione. La prima stagione è stata un successo: con la seconda cominciata da poco, ecco un breve riepilogo di quanto accaduto

Westworld, prepariamoci alla seconda stagione

Westworld è la serie tv del momento: anche se solo all’inizio della seconda stagione, è già considerata tra le opere più riuscite grazie alla complessità della trama. Facciamo il punto della situazione con i temi principali, in concomitanza con i nuovi episodi, trasmessi dal 30 aprile su Sky Atlantic.

Westworld è una serie tv prodotta da Jonathan Nolan - fratello di Christopher - e da J.J. Abrams. Il primo è anche sceneggiatore della serie, come per altri grandi film in cui ha collaborato insieme al fratello. Il secondo è considerato il nuovo Spielberg e in ambito televisivo è una delle menti dietro a Lost. I due si erano già incontrati prima, con un’altra serie tv: Person of Interest. La trama di Westworld, visti i nomi citati sopra, non poteva che essere intricata e capace di cogliere l’attenzione dello spettatore fin dall’intro di ogni episodio. Per chi non avesse visto ancora niente di questa serie seguiranno spoiler importanti e deleteri.

Il parco di Westworld e i suoi residenti

Westworld è ambientata in un futuro non meglio precisato e racconta le vicende che accadono all’interno di un parco a tema western, chiamato appunto Westworld. I residenti sono dei robot che vivono in “loop” la loro esistenza, quindi sono, o almeno dovrebbero essere, senza memoria. Ogni robot, praticamente indistinguibile da un essere umano, vive all’interno di una narrazione prestabilita. La loro “vita”, che si ripete ciclicamente dopo ogni morte, è una storia decisa a tavolino dai creativi del parco così da intrattenere gli ospiti. C’è il cercatore d’oro, c’è il fuorilegge, c’è il cacciatore di taglie e c’è la prostituta, le cui narrazioni comportano diverse “avventure” per i visitatori. Inoltre i residenti non possono uccidere gli umani.

I creatori

Il parco di Westworld e le sue attrazioni sono state create da Arnold Weber e Robert Ford (Anthony Hopkins). I due hanno una visione diversa della loro creazione. Arnold vuole dotare i robot di una coscienza, Ford invece la considera una limitazione. Per lui i residenti sono liberi proprio perché non hanno una coscienza ed una mente corrotta come quella umana. In questo modo i residenti non provano quel dolore che invece deve affrontare un essere umano nella sua vita. L’eterna domanda: meglio aver amato e perduto o non aver amato mai? Con il passare delle puntate si scopre che lo stesso braccio destro di Ford, Bernard, è un robot creato da Ford ad immagine e somiglianza del suo vecchio socio Arnold, morto in circostanze sospette prima che il parco di Westworld aprisse.

Le ricordanze

I problemi all’interno di Westworld iniziano dal momento in cui alcuni residenti cominciano a ricordare quanto accaduto loro in precedenti narrazioni. Questa capacità si sviluppa a partire da un aggiornamento del sistema dei robot voluto da Ford il quale inserisce delle “ricordanze”, cioè dei piccoli gesti che li rendono ancora più simili all’uomo. Due personaggi in particolare iniziano a ricordare il loro passato: Maeve (Thandie Newton) e Dolores (Evan Rachel Wood). Maeve sfrutterà questa capacità per ricattare i tecnici del parco così da poter accrescere le proprie abilità, dare inizio ad una rivolta e cercare la figlia. Dolores invece inizia una ricerca su se stessa che la porterà a scoprire chi realmente è e quello che ha fatto.

L’uomo in nero

Chi veste i panni del villain in Westworld è un personaggio (inizialmente) senza nome che viene identificato come “l’uomo in nero”, interpretato da Ed Harris. Questo misterioso visitatore si aggira per Westworld alla ricerca di un gioco più complesso rispetto a quanto invece vogliono gli altri ospiti del parco. Quello che vuole è risolvere una narrazione superiore chiamata “il labirinto” e trovare così Wyatt, oscuro personaggio responsabile della strage dei residenti avvenuta prima dell’apertura del parco. I più attenti avranno capito presto che “l’uomo in nero” è William, un visitatore di trenta anni prima. William, entrato a Westworld con modeste intenzioni - di lì a poco si sarebbe sposato - si era innamorato di Dolores, aiutandola nella sua ricerca interiore iniziata con i primi ricordi. In seguito, capita l’impossibilità di un amore con Dolores, diventa l’esatto opposto di ciò che era. Proprio questa duplice versione del personaggio, con due linee temporali diverse che vengono raccontate senza darne notizia allo spettatore, rendono complessa (e avvincente) la comprensione della trama. In linea, appunto, con il concetto di labirinto.

Come si conclude la prima stagione

Nell’ultima puntata della prima stagione si risolvono diverse questioni. “L’uomo in nero” (cioè William da vecchio) raggiunge insieme a Dolores il centro del labirinto. Gli esiti per i due sono diversi. William non ha mai ascoltato quanto gli dicevano a riguardo, cioè che il labirinto non è stato fatto per lui. Questo riguarda solo Dolores. Alla fine del labirinto lei trova le risposte che cercava: lei è Wyatt, lei è la responsabile della strage dei residenti, lei ha ucciso Arnold. Tutto questo però è avvenuto su precisa richiesta dello stesso Arnold, in questo modo pensava di evitare l’apertura del parco e di liberarsi anche dal tormento per la prematura morte del figlio. Attraverso i ricordi, e quindi il dolore per ciò che ha fatto, Dolores riesce finalmente a prendere coscienza di se stessa. Anche la figura di Ford cambia radicalmente. Se fino a questo punto veniva visto come l’unico ostacolo alla libertà dei residenti, ora è lui stesso a spiegare che a seguito della morte del socio ha compreso il suo pensiero e che ha così deciso di continuare il suo progetto. Tuttavia specifica che l’indipendenza dei residenti dai visitatori può avvenire solo dopo un lungo processo di autocomprensione. Cosa che Dolores è riuscita a fare.

L’episodio si conclude con la presentazione dell’ultima narrazione di Ford, prima della sua estromissione da Westworld per mano della compagnia che gestisce il parco (la Dolos di proprietà di William). Questo non avviene perché, al termine del suo discorso, viene ucciso da Dolores, la quale dà così inizio alla sommossa dei residenti. Si vede anche William che viene ferito ad un braccio, ma sembra esserne contento: finalmente c’è qualcosa di reale in Westworld, luogo che per lui, dopo la delusione del labirinto, non aveva più niente da offrire.

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