Wickson Alieni detective inesistente al lavoro a Londra

Wickson Alieni detective inesistente al lavoro a Londra

Avete mai sentito parlare di Wickson Alieni? Io solo di recente e me ne sono innamorato. È il protagonista del nuovo libro di Luca Doninelli: Tre casi per il detective Wickson Alieni (Bompiani, pagg. 160, euro 12, illustrazioni di Nicole Donaldson). Quando un lettore come me approccia un libro per bambini spera di potersi immedesimare subito con il papà che vorrebbe essere. Questo libro non solo soddisfa questa esigenza, ma mi ha permesso di immedesimarmi con il lettore che vorrei essere anche quando il mio frugoletto dorme. Mi sembra di far bene a leggerlo al posto di un libro «scritto per gli adulti». Ed ecco, basta dirlo perché appaia una verità: tutti i romanzi degli adulti sono falsificazioni. Lo sa bene Flaubert quando rimprovera a Bovary di leggerne in quantità. Sono falsificazioni perché il più delle volte alimentano discorsi sulla realtà con l'intenzione, mai del tutto alienata, di impartire qualche lezione.

Leggere la storia di Wickson, invece, mi ha proiettato in una realtà più profonda, quella che - senza esagerazioni - è più vicina alle leggi che la fisica quantistica ha scoperto e studiato. A esempio, Wickson si nasconde solo negli armadi che non ci sono. È il paradosso del gatto di Schrödinger, in pratica, ma ripulito dalla necessità che a rendere il gatto nella scatola vivo e morto allo stesso tempo, presente e assente, non sia un atomo radioattivo, bensì la consapevolezza che noi sempre siamo e non siamo in funzione di una certa relatività sociale. La nostra presenza nel mondo dipende anche dalla sensibilità di chi ci guarda. Scrivere di armadi che non ci sono vuol dire vederli per la prima volta.

Se si vuole considerare riuscito quel romanzo che non si limita a riferire esperienze concluse, ma quello la cui lettura è la vera esperienza, vi renderete conto che è più probabile trovare libri di questo tipo fra quelli per bambini, ed è questo il caso. Ambientato in Inghilterra, dove le abitudini rendono sublime la normalità, questo capolavoro della narrativa per l'infanzia è infatti la storia di un furto dell'identità popolare, un attentato al diritto di essere come si è: un gruppo di criminali attua un piano segreto per rubare le nuvole dalla città che ne ha di più al mondo per mezzo della diabolica macchina inventata dal professor Corbus. Così il sole impera su Londra e vanifica gli ombrelli. Incaricato dal commissario di fermare i balordi, il nostro riuscirà nell'intento nonostante la serie di furti a catena che finiranno solo per la sua caparbietà, che se in lui non è una qualità eroica, bensì normale, diverrà normativa contro il crimine. Restituite le nuvole alla città, viene ripristinato quel filtro fra noi e la luce che ci permette di vederla proprio perché non c'è. È l'abitudine a vedere le cose nel pensiero e non nelle apparenze. Età di lettura: tutte.

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