Woody Allen accusa Timothée Chalamet: "Mi ha sfruttato per l'Oscar"

Woody Allen, nella sua nuova autobiografia, spiega perché l'attore Timothée Chalamet abbia cavalcato l'onda delle rinnovate accuse nei suoi confronti

Woody Allen contro Timothée Chalamet: secondo il regista, il giovane attore l’avrebbe “denunciato” solo per avere più chance di vincere l’Oscar.

Secondo quanto riporta l’Independent, il regista newyorkese avrebbe argomentato la sua tesi nell’autobiografia uscita di recente “A proposito di niente”. Chalamet ha recitato per Allen nel film del 2019 “Un giorno di pioggia a New York” e ha dichiarato di non “voler trarre profitto” dal film, annunciando che avrebbe donato tutti i suoi proventi a tre organizzazioni benefiche tra cui Time’s Up, che si occupa di molestie e abusi sessuali sul posto di lavoro.

La decisione di Chalamet è giunta dopo che la figlia di Allen, Dylan Farrow, è tornata ad accusarlo di stupro. In passato si è tenuto un processo, in cui fu stabilito che, sebbene ci potrebbe stata una probabile condotta inappropriata da parte di Allen, non ci furono abusi nei confronti della figlia, all’epoca di 7 anni. Tra l’altro, un altro figlio, Moses Farrow, sostiene da sempre che la sorella menta.

Nel suo libro, Allen dice che Chalamet abbia rilasciato una dichiarazione del genere perché era stato nominato come miglior attore protagonista per “Chiamami con il tuo nome”: secondo il regista, l’attore e il suo agente hanno sentito che avrebbe avuto più possibilità di vincere l’Oscar se avesse denunciato Allen. Il regista afferma anche che l’attore avrebbe rivelato tutto alla sorella dello stesso Allen. Chalamet tuttavia non ha vinto l’Oscar, che invece è andato al britannico Gary Oldman per la sua interpretazione nel biopic su Winston Churchill dal titolo “L’ora più buia”.

Il regista ha affermato che invece non si pente di aver lavorato con Chalamet e che non darà soldi in beneficenza. In passato, ci sono stati attori che si sono schierati contro Woody Allen dopo le rinnovate accuse di Dylan: tra questi Greta Gerwig, Mira Sorvino, Colin Firth, Michael Caine e Jeff Daniels. A sostenere il regista si sono schierati invece Diane Keaton, Scarlett Johansson, Alec Baldwin e Javier Bardem.

Il regista, sempre nella sua autobiografica, si è detto basito del fatto che gli attori che lo abbiano accusato hanno affermato di averlo fatto come sostegno alle donne e in maniera acritica. Nel libro, Allen continua a difendersi delle critiche relative a presunti abusi sessuali che è stato accusato di aver compiuto su Dylan bambina.

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