World War Z, la vita stravolta dalla pandemia

World War Z è un film che vede come protagonista Brad Pitt nei panni di un investigatore delle Nazioni Uniti che cerca un vaccino per una pandemia zombie

World War Z - in onda questa sera alle 21.10 su Italia 1 - è una film d'azione del 2013 che riscrive il mito del genere cinematografico legato agli zombie. A differenza di quanto dettato dall'immaginazio collettivo, in questa piccola di Marc Forster i non-morti sono creature veloci, piene di forza, che rischiano di mettere a soqquadro l'esistenza stessa della civiltà.

Protagonista del film è Brad Pitt, che interpreta Gerry Lane. Nel cast di World War Z spicca anche il "nostro" Pierfrancesco Favino, che veste i panni di un medico che è in grado di dare informazioni sull'epidemia zombie che sta colpendo ogni parte del mondo.

World War Z, la trama

Tratto dal romanzo omonimo di Max Brooks, World War Z racconta di come la vita di Gerry Lane (Pitt) cambi, a causa di un'improvvisa epidemia zombie che scoppia a Philadelphia, prima di espandersi come una proverbiale macchia d'olio su tutto il mondo. La famiglia di Gerry riesce ad avere un rifugio sicuro dal governo degli Stati Uniti perché l'uomo, ex investigatore delle Nazioni Unite, accetta il compito di partire per cercare l'origine di questo virus letale e trovare una possibile cura per arginare la pandemia. Ma per riuscire a inventare un vaccino che sia efficace contro gli zombie, Gerry non solo dovrà viaggiare per tutto il mondo, ma dovrà mettere a repentaglio la sua stessa vita in più di un'occasione.

I problemi di produzione di World War Z

Come racconta il The Hollywood Reporter, nonostante World War Z abbia avuto un buon successo al botteghino quando è uscito per il grande schermo, la produzione è stata un susseguirsi di problemi e ritardi. Sempre il giornale statunitense racconta di come una fonte all'interno della produzione abbia definito la pellicola "un incubo dall'inizio alla fine". I problemi del film sono iniziati sin dal principio: quando, cioè, Brad Pitt - che aveva acquistato i diritti del libro con la sua casa di produzione, la Plan B - scelse come regista Marc Forster.

All'epoca il regista non aveva molta esperienza con una regia basata sui massicci effetti visivi di cui aveva bisogno World War Z. A questa sua inesperienza si aggiunse anche l'impossibilità di portare con sé il suo team abituale, con il quale aveva ormai creato una sorta di routine. Al posto della squadra del regista vennero assunti molti professionisti "individuali". Il risultato, sempre secondo l'Hollywood Reporter era che ognuno voleva portare l'acqua al proprio mulino, creando così un ambiente di continue tensioni e conflitti che di certo non facevano bene alla produzione del film.

L'incapacità di Marc Forster di prendere le redini della regia portò anche al bisogno di rigirare molte scene, cambiando drasticamente il finale di World War Z, la cui sceneggiatura venne rivista più volte. La situazione era diventata tale che, secondo l'Internet Movie Data Base, tra il regista e Brad Pitt si arrivò a una tensione che li portò quasi a non rivolgersi più la parola sul set, durante la lavorazione. Anche le riprese andarono incontro a molti problemi.

Sempre l'Internet Movie Data Base racconta di come le riprese fatte a Malta - location scelta per le parti ambientate a Gerusalemme - siano state un vero e proprio incubo. Due unità di regia erano costrette a lavorare fianco a fianco, gestendo gli extra e cercando di tenere a freno i costi minori, senza tuttavia riuscirci. Quando il lavoro a Malta si concluse, infatti, la troupe trovò una lista di ordini d'acquisto relativi al cast e alle comparse che erano state gettati in un cassetto di una scrivania e dimenticati lì. L'importo totale ammontava a milioni di dollari: World War Z, infatti, è stato un film che si definisce over-budget, ossia che è costato molto più di quanto si fosse preventivato. E questo è il motivo per cui la Paramount Pictures, che aveva messo un'opzione su sequel, decise di lasciar cadere il suo interesse per un World War Z 2, con la paura di andare di nuovo incontro a un film che costasse troppo per le loro casse.

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