Zucchero da trent'anni: "Adesso ritorno in tour, poi forse l'ultimo disco"

Il bluesman pubblica live, inediti e rarità. E scherza: "In futuro potrei fare solo concerti"

Zucchero da trent'anni: "Adesso ritorno in tour, poi forse l'ultimo disco"

Stavolta con Zucchero la parola giusta è «monumentale». Ha appena finito un tour mondiale da rockstar vecchi tempi (a maggio in tre giorni ha suonato a Perth in Australia e a Tokyo dall'altra parte del mondo), in un anno ha avuto il nome in cartellone per ben 22 volte all'Arena di Verona e in totale ha totalizzato oltre un milione di spettatori in tutti i continenti. «Dov'eravamo rimasti?», si chiede ora che ha finito di girovagare. Eravamo rimasti che è pronto a uscire Wanted - The best collection che è, appunto, una monumentale raccolta dei suoi 30 anni di musica spalmati su tre cd e un dvd (nella versone standard) e ben dieci dischi con un dvd e anche un 45 giri nell'allestimento Super Deluxe. «Era tanto che desideravo una pubblicazione così, con le pietre miliari della mia carriera. Più che le vendite, in questo caso contano lo status e la soddisfazione che si ha nel vedere riunito un pezzo della propria storia in una confezione così prestigiosa».

In effetti Wanted è curatissimo, raccoglie un libro di foto rare e poi brani in studio, live e duetti e rarità così dettagliate e curiose da essere davvero un pezzo da collezione: «È da tenere in libreria», conferma lui che è più in forma del solito e non si trattiene dal raccontare: «Presento questo disco come se fossi Vanna Marchi». Dopotutto, alla vecchia maniera blues, Zucchero è uno che racconta, che mescola ricordi e poi li interpreta a modo proprio, con una vena ironico visionaria che la riconosci subito. Non a caso, è l'artista italiano che gira di più il mondo e, probabilmente, anche quello più legato alla vecchia scuola fatta di cura nei dettagli e costruzione «analogica» dei brani, senza troppi pasticci digitali e tentazioni elettroniche. «Più invecchio e più vado verso il blues dei padri, non più quello di Aretha Franklin o Sam & Dave, per intenderci, ma di Robert Johnson ed Elmore James, a quelle canzoni a base di voce e chitarra suonata con il collo della bottiglia».

Anche avvolto dal suo gilet di raso blu tenebra, Zucchero non ha perso la ruvidità di sempre. Ha venduto 80 milioni di dischi e suonato nei posti più prestigiosi con gli artisti più prestigiosi, ma ora? «Ora suono di nuovo dal vivo in questi dieci concerti che partono dal 26 febbraio a Padova fino al 13 marzo a Bologna, organizzati da F&P che ha già curato anche tutte le 22 date all'Arena di Verona. E poi provo a fare il miglior disco della mia vita, così poi magari non ne faccio più». Come non ne fa più? «Potrei uscire dallo showbiz e restare soltanto nel circuito dei concerti. Al momento non è mia intenzione ma non si sa mai».

Potrebbe essere l'inizio di Un'altra storia, che è uno dei tre inediti al momento in rotazione radiofonica: «L'ho scritto tornando al periodo di Senza una donna. E ammetto di essere sempre ossessionato dalla mia ex moglie. In realtà non continuo a pensare a lei, ma quel grande amore conflittuale mi ispira sempre. E mia figlia Irene mi ha confessato che, quando ha ascoltato quel brano, alla mia ex moglie è scappata la lacrimuccia: direi che si è pentita, ma ormai è ovviamente troppo tardi».

Però, anche se dalla sua foto «anticata» sulla copertina di Wanted sembra ben più vecchio dei suoi 62 anni, Zucchero non ha perso l'X factor che gli permette di rimanere un'attrazione imperdibile dal vivo. Il suo ultimo tour è stato senza dubbio il migliore degli ultimi anni tanto era ben calibrato, potente e trascinante. «Quello nuovo - dice - sarà con la stessa band ma con una scaletta diversa». Dopotutto, un concerto non è una roba complicata per un musicista che ha iniziato suonando il sax tenore nelle band locali e ora ha nel cassetto collaborazioni inedite con Miles Davis o Solomon Burke. Il difficile è restare sempre esordienti anche cantando al Madison Square Garden. E questo, piaccia o no, a Zucchero riesce bene assai.

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