70 anni dalla tragedia di Superga: il ricordo del Grande Torino

Tutto il mondo del calcio e non solo rende omaggio al Grande Torino. Da Urbano Cairo, alla Lega calcio, Figc, fino ad arrivare a Chiara Appendino, Buffon e tanti altri ancora hanno voluto ricordare gli invincibili

70 anni dalla tragedia di Superga: il ricordo del Grande Torino

Nella serata di ieri, Juventus e Torino hanno dato vita ad un grandissimo e correttissimo derby della Mole. I tifosi bianconeri si sono anche distinti in positivo per aver esposto uno striscione in onore delle vittime della strage di Superga. La stracittadina, infatti, è stata anticipata a venerdì per permettere ai granata di onorare al meglio la memoria del Grande Torino a distanza di 70 anni dal quel maledetto 4 maggio del 1949 dove Valentino Mazzola, compagni, equipaggio e giornalisti persero la vita schiantandosi contro il muraglione della Basilica di Superga, che sorge sulla collina torinese.

In quella tragedia persero la vita 31 persone tra giocatori, allenatori, dirigenti, membri dell'equipaggio e giornalisti e ogni anno la società di Urbano Cairo e non solo onorano la memoria di quella squadra strepitosa che vinse cinque scudetti consecutivi dal 1945 al 1949. Il Torino fu anche la prima squadra a centrare il double scudetto-Coppa Italia nella stessa stagione. Il club granata, in quegli anni, era la fucina della nazionale italiana capace di portare in azzurro la bellezza di dieci giocatori contemporaneamente. Il capitano e leader indiscusso di quella squadra di campioni era Valentino Mazzola, papà di Sandro, fuoriclasse dell'Inter di Helenio Herrera.

La formazione tipo del Grande Torino era composta da Bacigalupo; Ballarin, Maroso; Grezar, Rigamonti, Castigliano; Menti, Loik, Gabetto, Mazzola e Ossola. Questa squadra avrebbe sicuramente continuato a vincere ma il 4 maggio del 1949 il tutto si è interrotto in maniera tragica e incredibile con lo schianto dell'aereo su cui viaggiavano mentre tornavano a casa dopo l'amichevole giocata contro il Benfica.

Oggi, dunque, 4 maggio del 2019 si celebrano i 70 dalla quella terribile tragedia che ha cancellato un gruppo di eroi, di invincibili che sono ancora vivi nelle menti degli appassionati di calcio e dello sport in generale. La gionata di oggi è stata davvero piena con la prima tappa al cimitero monumentale, dove oltre ai tifosi, e al presidente Urbano Cairo, erano anche presenti alcuni parenti dei giocatori del ’49, più le rappresentanze di Fiorentina e River Plate. Dopo la messa, celebrata nel Duomo, in ricordo dei caduti è toccato al capitano Andrea Belotti, come da tradizione, leggere uno per uno i 31 nomi delle persone che persero la vita in quella strage.

Il numero uno del Torino si è detto onorato di ricordare il Grande Torino ed ha elogiato i tifosi della Juventus che ieri in Curva Sud hanno esposto lo striscione: "Onore ai caduti di Superga". Ecco le parole di Cairo: "Gli Invicibili hanno dato all’Italia la spinta, la voglia di crescere. Questo spirito è ancora vivo e non soltanto per tifosi italiani che hanno nel cuore una squadra che ha fatto la storia. Il gesto dei tifosi bianconeri? Mi ha fatto molto piacere. Dimentichiamo cose meno belle e pensiamo a onorare la memoria dei caduti. E ieri quando visto lo striscione ho pensato che era il modo giusto di farlo".

Il Sindaco di Torino, Chiara Appendino, ha voluto rendere omaggio al Grande Torino sia di persona che dalla sua pagina Facebook: "A 70 anni dalla Tragedia di Superga, la Città di Torino onora la memoria degli Invincibili. Il Grande Torino è un simbolo che unisce generazioni che hanno nel cuore lo sport e la nostra Città e che, in questo ricordo, insieme, celebrano la Storia".

Anche la Figc, nella figura di Gravina, ha voluto omaggiare la memoria di quella indimenticata squadra che vinse tutto in Italia e che incantò il mondo intero: "Quella granata è stata una delle squadre più forti di tutti i tempi, una corazzata invincibile formata da campioni che difendevano anche la maglia azzurra e che fece innamorare milioni di italiani. Ha fatto sognare tanti tifosi e tanti bambini cresciuti nel mito di quei giocatori che hanno contribuito a risollevare il morale del Paese dopo gli anni difficili della guerra. Il calcio è passione, mito e memoria, tre parole che evocano il ricordo di quel Grande Torino capace di trasmettere ancora oggi emozioni".

Non solo, anche Gianluigi Buffon, oggi al Psg ma per anni portiere della Juventus ha dedicato un post su Twitter ai granata, citando una celebre frase del grande Indro Montanelli: "Gli eroi sono sempre immortali agli occhi di chi in essi crede. E così i ragazzi crederanno che il Torino non è morto: è soltanto “in trasferta”.

Naturalmente tutto il mondo del calcio con società italiane, straniere, Lega Serie A, calciatori, ex giocatori, allenatori, ex tecnici e addetti ai lavori e non solo hanno espresso un pensiero per il Grande Torino, il cui ricordo resterà sempre e per sempre impresso nelle menti non solo dei tifosi granata ma tutti gli amanti dello sport e non solo del calcio.