Addio a Castagner, il sorriso del calcio

A Perugia sfiorò il miracolo: 30 gare, 0 sconfitte. Poi allenò le milanesi

Addio a Castagner, il sorriso del calcio

Di chi ci lascia, nel silenzio degli anni, si scrive che era una brava persona. Ilario Castagner era un uomo davvero diverso da mille altri del suo mondo, affollato di rumori e comparse. Suo figlio Federico ne ha dato l'annuncio con parole che sono il riassunto di una vita: «Oggi se ne è andato il sorriso più bello del calcio italiano. Grazie a tutti i medici e al personale sanitario dell'ospedale Santa Maria della Misericordia, di Perugia, che in queste ultime settimane si sono presi cura di lui. Ciao papà...». Era un professionista serio come sanno essere i veneti, rispettoso degli altri, soprattutto degli avversari di campo e Ilario, bastava l'annuncio del suo nome di battesimo per capire di chi si trattasse, Ilario, appunto, seppe frequentare le meglio piazze, i grandi club e, insieme, i teatri minori, Milan, Inter, Lazio, Ascoli, sempre conservando lo stesso tono garbato. Oggi il suo calcio avrebbe cantori discreti, Castagner non fu arruffapopolo, mago, santone, maestro, si fece amare per la gentilezza della persona e per le idee di football mai elementari ma efficaci e pragmatiche. Fu, da adolescente, centravanti di stile, a Perugia lo volle quel lupo di mare che si chiamava Guido Mazzetti. L'aria perugina lo fece innamorare di Liliana e incominciò l'avventura, a Bergamo se lo portò, come assistente e responsabile della Primavera, Corrado Viciani, quello del gioco corto, l'esperienza con l'Atalanta fu la scuola elementare, arrivò il Perugia, dunque la sua vera storia di allenatore. Anni bellissimi, fino al campionato luminoso del '79, trenta partite, zero sconfitte, se non fosse saltato per infortunio Vannini, fosforo del gioco, il Perugia avrebbe agguantato non soltanto il secondo posto ma il primato che fu del Milan di Nils Liedholm. Quel miracolo segnò la svolta, fu Silvano Ramaccioni a suggerirne l'assunzione Giussy Farina. Venne il resto, vennero l'Inter, la Lazio, la coppa dei campioni, dovunque l'affetto dei tifosi, le cortesie della stampa.

Si era concesso un dopo da opinionista televisivo, mai scadendo nella polemica ormai di gran moda. Ieri il popolo umbro, diviso nel derby Ternana-Perugia, si è unito per un applauso di memoria calda. Credo che Ilario abbia infine sorriso.

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