Adriano torna al Foro: «Di nuovo sul Centrale »

La festa delle polemiche per i 40 anni della Davis si farà. Federer ko: «Ma è il Totti del tennis»

Marco Lombardo

Roma Esce Federer, rientra Adriano. La giornata del Foro Italico sta tutta qui, con lo svizzero prevedibilmente battuto da Thiem e dal mal di schiena e con la notizia che Panatta tornerà sul campo che l'ha reso leggenda. Accadrà domenica, grazie alla caparbietà del presidente del Coni Malagò che è riuscito ad abbattere il muro tra il campione e il presidente della Federtennis Binaghi. Una festa sul Centrale - non in una lounge - per celebrare i 40 anni dalla vittoria della coppa Davis.

Quindi Adriano, allora è vero.

«Premesso: io davvero ieri non potevo. Comunque mi hanno chiamato Giovanni e il segretario generale Fabbricini per invitarmi. E il campo centrale è un'altra cosa».

Quanti anni...

«Saranno 12-13 anni che non ci metto piede: sono contento. Che ci sia Binaghi non mi disturba? Beh, adesso non esageriamo».

Non roviniamo la festa, per carità. Parliamo di Federer

«Lo so: volete sapere se deve arrendersi all'età. Ma perché? Se sta bene è sempre il solito fenomeno. Forse era il caso che si riposasse invece di venire a Roma. Ma smettere».

Roger come Totti.

«Assolutamente: si vede ancora che entrambi sono spinti dalla passione per quello che fanno. Che sono felici, e la felicità è importante nel proprio lavoro».

Un consiglio indiretto a Spalletti?

«Totti è un caso unico: è patrimonio dell'Unesco. Però non gioca da solo e il tecnico ha una squadra da dirigere. Certo: poi però ti piazza un assist come quello di domenica...».

Chi è il Totti del tennis?

«Roger, appunto: ancora oggi è capace di stupirmi. E mi stupisce anche Nadal: lui si è consumato tanto, però è ancora lì a lottare. Djokovic? Fisicamente è impressionante, il numero uno. Ma non è perfetto. Perfetto è Federer. E il futuro è Zverev».

E il futuro degli italiani?

«Difficile dirlo: oggi ci si basa molto sui coach privati. E c'è chi lo cambia in continuazione. Poi i ragazzi di adesso sono diversi. E ci sono pure i genitori...».

Pessimismo, insomma

«È finita una generazione tra uomini e donne. Ci vuole pazienza. Mi spiace solo che Fognini non riesca a trovare il suo equilibrio. Tennisticamente è uno dei più forti».

Resta il ritorno di Panatta. Ci vediamo domenica allora.

«Speriamo: è prevista pioggia».

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