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Agnelli non si accontenta: "Juve, ora dobbiamo entrare nella leggenda"

Agnelli ha elogiato tutta la società, dai giocatori ai dirigenti: "Un ringraziamento a Marotta, Nedved, Paratici e Cherubini. La sfida è confermarsi in Italia e in Europa"

Agnelli non si accontenta: "Juve, ora dobbiamo entrare nella leggenda"

La Juventus di Massimiliano Allegri ha dato una grande prova di forza nell'ultimo turno di campionato. I bianconeri, infatti, sono riusciti a vincere per 6-2 sul campo dell'Udinese di Gigi Delneri, nonostante l'inferiorità numerica per oltre 60 minuti di gioco. La Juventus domina in Italia da ormai sei anni, con il Presidente Andrea Agnelli che vuole entrare nella leggenda ottenendo il settimo tricolore consecutivo. Ecco le parole del numero uno in apertura dell'assemblea degli azionisti: "Come società, squadra e componente tecnica siamo estremamente orgogliosi: mai nessuno nella storia del calcio ha vinto sei scudetti di fila. Ora ci deve essere qualcosa oltre la leggenda".

Agnelli ha poi citato tutti, o quasi, gli eroi di questi sei Scudetti consecutivi e ha ringraziato i dirigenti, da Marotta a Nedved fino ad arrivare a Paratici: "Bonucci, Chiellini, Barzagli, Lichtsteiner e Marchisio. Per quattro di loro la sfida continua e deve esserci qualcosa oltre la leggenda. Un ringraziamento al direttore dell'area sport Marotta, che sotto la sua leadership ha coordinato la squadra a questi risultati. A Pavel Nedved, il vicepresidente, esempio anche oggi fuori dal campo. A Fabio Paratici e Federico Cherubini. Il dogma di questa società è che il successo più bello sarà il prossimo. La sfida è riconfermarsi in Italia e in Europa". Il numero uno della Juventus ha poi parlato del fatturato della società di Corso Galileo Ferraris: "In sei anni, dal 2010 al 2016 il nostro fatturato è passato da 172 a 341 milioni di euro, con un incremento del 98%. Siamo al decimo posto, se dovessimo mantenere lo stesso tasso di crescita nel 2022 arriveremmo a 689 milioni: la Juve vuole crescere ancora, ma dobbiamo essere consapevoli che i nostri competitor corrono veloci".

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