Sport

Agnelli vuole tutto e subito. "Scudetto, Europa e no Tav"

L'obbiettivo: "Entrare nei quarti di Champions per aumentare le finanze". La polemica: "Ci mancano stadi, progetti e qui si parla di mangia-banane"

Andrea Agnelli (a sin.) adesso si coccola Max Allegri
Andrea Agnelli (a sin.) adesso si coccola Max Allegri

Il tour è partito. E servirà a mettere qualche bel soldino in cassa. Per l'oggi (5 milioni di euro), ma soprattutto per il domani. La Juventus è a casa di Thohir, a Giacarta: il figlio del presidente dell'Inter - dichiaratamente con il bianconero nel cuore - avrà apprezzato, il papà chissà e comunque mica è un problema di Agnelli. Oggi (ore 15 italiane, diretta Sky ), la Signora di Allegri affronterà una Selezione Indonesiana e magari arriverà la prima vittoria estiva dopo avere perso contro i dilettanti del Lucento e pareggiato con il Cesena: servirebbe per il marchio, soprattutto. O, come va di moda dire adesso, per il brand: «Guardiamo maggiormente all'internazionalità - ha spiegato ieri Agnelli a Bloomberg Tv -. In Italia siamo il club con più tifosi (14 milioni, ndr ) ma, per competere con Barcellona, Real Madrid, Bayern Monaco e Manchester United, dobbiamo aprirci al mondo e recuperare terreno». Giocando tre partite tra Indonesia, Australia e Singapore (35mila km mal contati in 14 giorni) e diffondendo il verbo bianconero.

Per soldi, mica per altro: «La Juventus ha 180 milioni di tifosi del mondo - ha proseguito il presidente bianconero -. Se, tramite il merchandising, riuscissimo a incassare uno o due euro a testa da ciascuno di loro, arriveremmo a 180 o 360 milioni l'anno avvicinando il fatturato di chi si aggira intorno ai 500 milioni». Il che avrebbe inevitabili ripercussioni anche nella costruzione della prima squadra, frutto di un'azienda che oggi, pur in crescita, introita meno di 300 milioni a stagione. Per crescere, servirebbe magari anche una Federazione più forte e sull'argomento Agnelli non manca di ribadire il suo no a Tavecchio quale prossimo presidente federale: «Non c'è nessun piano né un'idea condivisa sulla direzione che il sistema dovrebbe prendere. Alle elezioni della Figc si presenta un candidato che parla di giocatori che mangiano banane, invece che delineare le sue proposte per farci progredire».

Nel frattempo, Marotta è rimasto a Torino per occuparsi di mercato e monitorare soprattutto le situazioni di Lavezzi, del Chicharito Hernandez e dei difensori Nastasic e Manolas. Dopo di che, pur se Vidal conferma tramite Instagram di stare benissimo alla Juve, sviluppi non si possono escludere. Agnelli comunque nega e rilancia: «Noi siamo compratori e non venditori. Vogliamo essere tre le prime otto d'Europa: quella è la nostra dimensione e lì possiamo arrivarci facilmente, pur essendo una competizione dove puoi essere dentro o fuori a seconda se azzecchi o sbagli dieci minuti di una partita. Due stagioni fa siamo arrivati nei quarti: l'anno scorso abbiamo avuto sfortuna nel girone, ma siamo convinti di essere competitivi: fare strada in Champions è fondamentale, perché così si innesca il circolo virtuoso necessario per far crescere le finanze e aumentare la possibilità di competere ad altissimo livello». A Conte fischieranno le orecchie e comunque adesso il pilota è Allegri, che si coccola Pogba («uno dei migliori giovani al mondo, cercherò di trovare nuove soluzioni tattiche perché segni ancora di più») e che, agli occhi del tifoso ancora perplesso, oggi dovrà necessariamente battere gli sconosciuti indonesiani. Altrimenti ne risentirà anche il brand.

Commenti