Cortina Quando ha tagliato il traguardo ha abbassato il braccio come a dire "No, per così poco, potevo fare di più". Poi Federica Brignone, alla sua prima gara olimpica dopo l'incidente, si è ricordata che quel poco in realtà era tantissimo. Un viaggio di dolore e tenacia durato 9 mesi. La Fede di oggi doveva essere contenta per quel distacco che poi si è consolidato in un decimo posto. "Indubbiamente se fossi arrivata qui nello stato di forma che avevo l'anno scorso, se, avrei scritto una storia diversa. Ma per come sono oggi, per quello che è successo, non posso che essere contenta", dice la tigre di La Salle.
Federica, si promuove?
"Sono soddisfatta, è andata bene. La neve era bellissima, il sole, la gente. Una giornata perfetta, un sogno dopo tanti tempi bui".
Oggi cercava un risultato o ha trovato quello che cercava?
"Ho trovato quello che cercavo e questo è il mio risultato. Mi sono sentita sicura sugli appoggi. Ho attaccato, ho fatto quello che volevo, mi sono sentita bene ed era importante prendere ancora più confidenza".
Ora arriva il superG, la sua disciplina preferita.
"In partenza mi sono ripetuta le solite cose che mi dicevo prima. Ma poi ho pensato a quello che ho passato e allora mi son detta goditela, momento per momento. Questo è il mio nuovo mantra".
Come va la cognizione del dolore?
"Il dolore c'è, ad ogni curva. Lo sento sui salti, insieme agli acciacchi, però, ogni giorno e diverso, a volte più intenso, a volte meno".
Che cosa pensa dell'incidente di Lindsey Vonn?
"Di questo non voglio parlare. Ho visto, ho sentito, ma ho cercato di non guardare, mando un abbraccio a lei e alla collega di Andorra, Cande Moreno, perché so che cosa si prova".
Adesso che gare farà?
"Non farò la combinata a squadre, il mio ginocchio ha bisogno di riposo. Ovviamente farò il superG il 12 febbraio, e mi allenerò in gigante sia per la velocità, sia poi per la gara del 15".