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L'ultimo ringhio

Anche Gattuso fa un passo indietro: "Lascio con il dolore nel cuore, l'azzurro è il bene più prezioso". Interim a Baldini

L'ultimo ringhio
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Insieme si presentarono, nel giugno di un anno fa, a Roma: Gravina, Buffon e tra di loro Rino Gattuso, nuovo ct in sostituzione di Luciano Spalletti, appena esonerato dopo il naufragio in Norvegia. Insieme, uno dopo l'altro, hanno lasciato il club Italia e la scena calcistica qualche giorno dopo la disfatta di Bosnia e il terzo mondiale consecutivo mancato. Rino si è congedato alla Gattuso, così come accadde quando il Milan di allora guidato da Boban e Maldini considerarono conclusa la sua stagione e prenotarono Giampaolo con modesti esiti. Gattuso rinunciò allo stipendio che il club rossonero avrebbe dovuto garantirgli a patto che venisse liquidato fino all'ultimo euro il compenso del suo staff. È successo ancora. Il ct ieri ha risolto consensualmente il proprio contratto facendo risparmiare tre mesi alla federazione mentre ha preteso che i suoi collaboratori rimanessero in carica fino al 30 giugno.

Non ha mai fatto una questione di soldi Rino. 800mila euro era il suo stipendio per un anno con l'eventuale premio da 1 milione per la qualificazione mondiale persa. E ancora più riconoscibile è il suo addio recitato con un incipit sincero. "Con il dolore nel cuore" ha scritto Gattuso che da martedì notte è profondamente scosso per l'occasione persa non tanto per il suo curriculum ma per la Nazionale e il calcio italiano al quale - da calciatore - aveva offerto uno strepitoso contributo. "L'azzurro è il bene più prezioso che esiste nel calcio" ha spiegato il ct ormai ex rivolgendo il ringraziamento al gruppo dirigente, ai calciatori e in particolare ai tifosi "che in questi mesi non hanno mai fatto mancare il loro sostegno".

Nemmeno una parola, oggi che la ferita è ancora aperta e brucia maledettamente sulle difficoltà incontrate, sul mancato stage concesso dalla Lega serie A ("non c'erano date disponibili" la spiegazione offerta). Per questo si è inventato le cene a puntate radunando tutti gli esponenti del club Italia di settimana in settimana per provare a fondere quel senso di appartenenza che ha registrato con la presenza puntuale, nelle sfide con Irlanda del Nord e Bosnia, anche degli infortunati a cominciare da Di Lorenzo. Solo Chiesa, convocato addirittura, ha voluto tornare a Liverpool ed è forse il vero errore che Gattuso è pronto a riconoscersi. Un giorno, quando nel suo buen ritiro di Malaga gli sarà passato il dolore della sconfitta, potremo fargli qualche domanda specifica sulla disastrosa spedizione. E magari ottenere risposte autentiche per esempio sul perché ha schierato Bastoni, reduce da infortunio, fuori ruolo e se è vero che l'elenco dei rigoristi, come maliziosamente ha fatto intendere il presidente del Senato La Russa, è stato compilato da Bonucci mettendo al primo posto, caricandolo quindi una pesante responsabilità, il semi-debuttante Pio Esposito.

Senza Gattuso, la Nazionale dovrà completare la stagione con un paio di appuntamenti già fissati per i primi di giugno (forse il 3 con il Lussemburgo in Italia, di sicuro domenica 7 a Creta con la Grecia). Sarebbero diventati il test domestico al mondiale ora svanito. Poiché il nuovo ct non potrà che essere scelto dal nuovo presidente federale dopo il 22 giugno, bisognerà provvedere a un brevissimo interim, in questo caso affidato al ct dell'under 21, Silvio Baldini, anche lui arrivato su indicazione di Buffon. Ecco allora la prima certezza in questo quadro non ancora ben scolpito: perché se è vero che la Lega di A è già scesa in campo presentando la candidatura di Malagò e altrettanto vero che le componenti con maggiori voti (dilettanti più sindacato calciatori e allenatori) sono orientati verso Abete il quale non ha ancora sciolto la riserva.

Due candidati per due ct diversi: l'ex presidente del Coni potrebbe orientarsi sul ritorno di Mancini, Abete su qualche prestigioso nome, tipo Allegri o Conte che risultano però vincolati ai rispettivi club Milan e Napoli.

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