Anche Young positivo, fuori dal Covid-derby. E la serie A teme il ritorno dei Nazionali

Stracittadina e campionato condizionati. Ibra c'è e segna già in allenamento

Comincia la settimana del derby, primo vero test per misurare le ambizioni di entrambe le squadre milanesi, ma l'aspetto tecnico scivola in secondo piano di fronte all'onda alta del Covid, sempre più incombente sul calcio italiano. Ashley Young è l'ultimo dei positivi: degli 8 giocatori nerazzurri che non sono andati con le Nazionali, solo Handanovic, Padelli, Ranocchia e Darmian hanno finora superato indenni i tamponi pressoché quotidiani cui sono stati sottoposti dal momento in cui Bastoni (e poi Skriniar) è risultato positivo con l'Under 21. Per Conte, la situazione è altamente preoccupante: 6 forfait per Covid (gli altri sono Gagliardini, Nainggolan e Radu): la difesa è da reinventare, il centrocampo tanto folto a inizio campionato è già poco oltre lo stretto indispensabile e soprattutto attesa e ansia sono per i prossimi giorni, quando tutti i giocatori rientreranno alla Pinetina. La vera conta potrà farla solo giovedì sera (di mezzo ci sono sempre i possibili infortuni e la stanchezza), se non direttamente sabato mattina, poche ora prima della partita.

Pioli ha recuperato Ibrahimovic, e già questo da solo è motivo di grande soddisfazione, ma l'incubo tampone è dietro ogni controllo e ogni giorno può esserci un positivo che complica l'avvicinamento all'impegno agonistico. Per Ibra, che è sempre stato asintomatico e in casa è riuscito in qualche modo lavorare sul piano organico funzionale, ieri primo allenamento di gruppo a Milanello e partitella a ranghi misti con la Primavera, manco a dirlo con gol. Sabato sarà certamente in campo, dove potrebbe tornare dopo 3 mesi Romagnoli, guarito dall'infortunio al polpaccio e costretto ad accelerare la ripresa per la contemporanea positività di Duarte e Gabbia, al momento le uniche vittime del Covid in casa Milan (in difesa manca anche Musacchio, ma non per il virus).

Young era risultato negativo al tampone fatto venerdì. Sabato era raffreddato e ha rifatto il test: positivo. Il Covid è questo è ormai l'abbiamo capito. Il tampone fotografa il momento in cui viene effettuato. Ma il virus può già essere nell'organismo di chi è testato e semplicemente manifestarsi qualche giorno dopo. E poi è subdolo: sabato è risultato positivo al tampone fatto in Nazionale (Repubblica Ceca) il veronese Barak (che come Skriniar dovrà passare in patria la quarantena). Prima di lui, nessuno all'Hellas risultava contagiato: ieri, invece è risultato positivo anche Gunter, che non ha contatti col compagno da una settimana. Barak dove ha preso il virus: in Nazionale (il ct ceco ha dovuto convocare altri giocatori per sostituire i positivi) o a Verona?

Curiosamente, proprio il Verona lunedì prossimo (posticipo della quarta giornata) deve (dovrebbe) affrontare il Genoa, mutilato dal Covid: pare siano ancora 15 i giocatori positivi. In questo momento, per non perdere a tavolino (già bruciato il jolly contro il Torino) dovrebbe ricorrere a mezza squadra Primavera, finendo per perdere presumibilmente sul campo. Preziosi lancia l'allarme («così andiamo in Serie B») ma se non si vuole fermare il calcio e nessuno lo vuole non c'è alternativa che giocare con i sani, pochi o tanti che siano, purché siano 11.

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