Ascoli, esulta dopo il gol con un saluto romano

Leonardo Perez fa il saluto romano sotto la curva sud. Insorgono i partigiani. Ma lui: "Nessun connotato politico"

Ascoli, esulta dopo il gol con un saluto romano

"Esprimiamo profonda indignazione di fronte all’ennesimo oltraggio inferto alla città di Ascoli". L'Associazione nazionale partigiani accusa l'attaccante italo-argentino Leonardo Perez di aver esultato sotto la curva sud, che ospita la tifoseria più politicizzata, con il saluto romano dopo aver segnato. "La mia esultanza dopo il gol non ha alcun connotato politico - ha replicato il calciatore dell'Ascoli - invito tutti a non strumentalizzarla, attribuendole significati che non ha".

Il presidente dell’Anpi provinciale William Scalabroni ha scritto al patron dell’Ascoli Francesco Bellini per stigmatizzare il saluto con il braccio alzato. "Il nostro stadio è intitolato a Cino Del Duca, antifascista riparato in Francia nel ’23, decorato dal governo francese per la sua partecipazione alla Resistenza, presidente dell’Ascoli all’indomani della Liberazione - ha scritto - questa città è stata liberata anche con il sacrificio di tanti suoi figli che non si piegarono di fronte alle barbarie e all’orrore di un regime sanguinario, e che per il loro sacrificio questa città è stata decorata con la Medaglia d’oro al Valor militare per attività Partigiana, come la Provincia". L’Anpi ha, quindi, chiede al patron dell’Ascoli se il capoluogo marchigiano meriti che "una minoranza di esaltati, che si spacciano per sostenitori della squadra, possano impunemente infangare la storia e la memoria di questi luoghi, in nome di una falsa passione sportiva". L’Associazione ha poi citato l’episodio di un anno fa, quando l’assessore provinciale Andrea Maria Antonini venne fotografato allo stadio con una croce celtica sulla sciarpa. "Una delle tante sciarpe - spiegò - che da quarant'anni identifica l’appartenenza alla curva".

Secondo Scalabroni, episodi del genere spiegherebbero "una città piena di scritte fasciste, svastiche e croci celtiche firmate dalla frangia neofascista della tifoseria ascolana". "La legge Mancino punisce severamente tutti gli episodi che richiamano gesti o immagini di gruppi o organizzazioni neofasciste, specialmente se a commettere tali gesti sono gli stessi giocatori in campo", ha concluso il presidente dell’Anpi provinciale invitando Bellini a richiamare giocatori e tifosi "al rispetto delle leggi e della memoria antifascista della città".

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