Atalanta, che ribaltone. La Lazio dura poco e la Signora allunga

Biancocelesti avanti di due gol, poi la squadra di Gasperini si scatena. I bianconeri a più 4

Nessuna squadra in serie A è stata ferma quanto la Lazio: 116 giorni. Eppure ieri a Bergamo questo dettaglio non si è notato, almeno per mezz'ora. Il tempo, troppo poco in realtà, di vedere la faccia migliore della Lazio nel primo ostacolo dopo la lunga sosta. Il più arduo di tutti, a detta di Inzaghi, ma quella «fame» richiesta dal tecnico ai suoi si è vista soprattutto nell'avvio fulminante dei biancocelesti che avrebbe potuto indirizzare la sfida. Così non è stato: la benzina, complice la lunga inattività, è finita presto e le gambe non hanno più girato come dovevano. Ecco che l'Atalanta ha «vendicato» la rimonta subita all'andata, riprendendosi tre punti pesanti nella corsa Champions e facendo un regalo alla Juve poco brillante che riemerge dalla delusione di Coppa Italia con un piccolo tentativo di fuga in vetta (+4 sulla Lazio e un +8 sull'Inter che si è fatta male da sola).

L'uno-due timbrato nei primi 11 minuti ha attestato l'approccio giusto della Lazio (che non a caso è quella più prolifica della serie A - sette reti - nel primo quarto d'ora di gara) alla ripresa di un campionato che più di altri ha voluto che ripartisse. Consapevole di poter giocarsi le sue carte al tavolo dello scudetto. Anche se la rimonta subita a Bergamo potrebbe risultare decisiva nella minicorsa a tappe fino al 2 agosto.

Una delegazione della Lazio fa visita al cimitero di Bergamo in ricordo delle tante vittime del Covid-19. Poi la gara: l'autogol di De Roon sul cross di Lazzari e subito il gioiello di destro di Milinkovic-Savic sul 13° assist stagionale di Luis Alberto sembrano annichilire gli orobici. Gara senza respiro, con l'Atalanta che ha ballato spesso sulle veloci imbucate biancocelesti facendo sbraitare il Gasperini squalificato dalle tribune vuote. Immobile ha fallito in due occasioni il colpo del ko e dopo la parata di Strakosha su Malinovskiy, la verve della truppa di Inzaghi è sembrata spegnersi.

È iniziata così un'altra partita, nella quale è stata l'Atalanta a guidare le danze: Gosens, difensore con il vizietto del gol (otto, come lui nei Top 5 campionati europei Max dell'Augusta e Hinteregger dell'Eintracht, ha riaperto la sfida con un bel colpo di testa sui titoli di coda del primo tempo. Un gol che ha cambiato la storia del match, con una Lazio che ha subìto costantemente gli avversari senza riuscire più a imbastire un'azione offensiva. Il grandissimo sinistro dell'ucraino Malinovskiy da fuori area ha riequilibrato la sfida, la zuccata di Palomino ha sancito il meritato sorpasso dei bergamaschi prima che Strakosha negasse il poker a Gomez. Atalanta a quota 77 gol segnati, come in tutto il campionato 2018/19.

La ripresa della Lazio non è stata come Inzaghi aveva immaginato e il sogno scudetto da ieri appare un po' più sfumato. Intanto il ds Tare nelle prossime 48 ore vorrebbe chiudere per il talentuoso difensore albanese del Verona Kumbulla. È bene già iniziare a pensare al futuro.

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Commenti

Calmapiatta

Gio, 25/06/2020 - 11:43

Lotito ha spinto pensando di avere lo scudetto in tasca...ma la palla è rotonda.

Malacappa

Gio, 25/06/2020 - 14:09

Grande DEA