Baby Sinner e i suoi fratelli Binaghi: "Italia giovane e forte"

«Se pensate a quello che era il tennis italiano 15 anni fa...». Seduti in pieno centro di Milano alla presentazioni delle finali mondiali delle Next Gen del tennis, non resta che meditare sulle parole del presidente della federazione Angelo Binaghi. Che era tra il presidente di Sport e Salute Rocco Sabelli e quello dell'Atp Chris Kermode sul campo del nuovo Palalido. E al netto delle solite frecciatine a nemici ed ex amici, ha perfettamente ragione: «Abbiamo le Atp Finals a Torino dal 2021, questo torneo, Andrea Gaudenzi che sostituirà Chris a capo dell'Atp, Matteo Berrettini nei primi 10 del mondo, una super squadra di Davis capitanata da Fognini e pure i migliori giovani del pianeta dietro a Yannick Sinner. Francamente nemmeno io potevo immaginarmelo, allora».

Figuriamoci noi appassionati di tennis. Così, in attesa di sapere se Berrettini entrerà tra i magici otto delle Finals di Londra (dopo aver perso con Tsonga a Parigi deve sperare che Monfils non arrivi in semifinale, oppure che Wawrinka o de Minaur non vincano il torneo), ecco Sinner appunto. Diciotto anni, predestinato, altoatesino: cuore italiano, testa tedesca, un perfetto mix da fenomeno. Sinner sarà presente alle Next Gen Finals che cominciano martedì (tutto in diretta su Supertennis, la finale è prevista sabato sera), e avrà come compagnia i già affermati De Minaur (appunto), Shapovalov e Tiafoe con gli arrembanti Humbert, Ruud, Kecmanovic e Ymer. La formula è quella dei Masters (due gironi da 4 con semifinali incrociate), cambiano però alcune regole (si gioca sui cinque set a 4 game e c'è il punto decisivo sul 40-40). Perché Kermode ha voluto una palestra per il circuito: «Questo torneo è il testimone a Gaudenzi. Ho battuto lo scetticismo iniziale, sperimentiamo per rendere il tennis migliore». Alla sua destra Binaghi annuiva sorridendo: «Il nostro movimento cresce, puntiamo alla popolarità del calcio». Non scherzava.