Il bel gesto di fair-play di Belotti: ''Non ho subito fallo...''

Il capitano del Torino ammette di non aver subito fallo e fa cancellare l'ammonizione al difensore Romero

''No, non è fallo'' facendo segno di no col dito, Andrea Belotti si rende protagonista di un bel gesto di fair-play: ammette davanti all'arbitro di essere caduto da solo e fa cancellare l'ammonizione a Romero, prendendosi gli applausi meritati degli avversari.

Girandola di gol e un 3-3 pirotecnico a Bergamo, ma a vincere è il bel gesto di sportività del capitano granata Andrea Belotti, che nel corso del primo tempo ammette davanti all’arbitro di non aver subito fallo, facendo cancellare così l’ammonizione a Romero. Succede al 33’ di Atalanta-Torino, con i nerazzurri avanti 3-0 e un Toro che non riesce in alcun modo a fermare gli attacchi degli uomini di Gasperini.

La svolta della partita arriva poco dopo. Contropiede granata, Belotti è lanciato e improvvisamente cade giù, con Romero che lo tallonava. L'arbitro Fourneau non ha dubbi ed estrae il giallo ammonendo il difensore atalantino, assegnando la punizione al Torino. A quel punto però Belotti fa subito chiarezza. Butta fuori il pallone e va a spiegare all’arbitro di essere caduto da solo, versione confermata dagli assistenti dell’arbitro in sala Var. Ammonizione ''cancellata'', Romero che stringe la mano all’avversario e applausi dalla panchina dell’Atalanta rivolti al capitano avversario.

Una bella rivincita, che lo ripaga dalle critiche ricevute una settimana fa durante Torino-Fiorentina quando ''avrebbe accentuato'' il colpo preso dal difensore viola Milenkovic, poi espulso per quel testa a testa. Insomma se qualcuno aveva avuto dei dubbi sulla sportività del capitano del Toro non potrà che ricredersi. Intanto il Gallo si prende i meritatissimi applausi per il gesto più bello del campionato.

I gesti più famosi di fair-play

Quello dell’attaccante granata è stato l’ultimo di una serie di episodi di correttezza e rispetto dell’avversario. Il più famoso resta quello di Paolo Di Di Canio, uno dei personaggi più discussi del nostro calcio, soprattutto per le sue posizioni politiche e per il famoso saluto romano sotto la curva laziale. Il 18 dicembre 2000, con la maglia del West Ham, si rende protagonista di un gesto di grande fair play quando blocca il pallone con le mani evitando di segnare. L’attaccante italiano decide di non segnare dopo che, qualche istante prima, il portiere dell’Everton Gerrard era caduto a terra restando poi immobile sul campo. Di Canio riceve l’ovazione del Goodison Park. Ma non solo, nello stesso anno gli viene conferito il premio Fifa Fair Play Award accompagnato da una lettera di complimenti dall’ex presidente della Fifa, Joseph Blatter.

Sempre in Inghilterra nell'aprile 2019, c’è in palio l’accesso per i playoff che possono valere la promozione in Premier. Ed ecco che Marcelo Bielsa, tecnico del Leeds United, ordina ai suoi di far segnare l’Aston Villa. L'indicazione arriva dopo che la sua squadra aveva trovato il gol con un giocatore avversario a terra. D’accordo con l’arbitro, El Loco ordina ai suoi giocatori di lasciare segnare l’Aston Villa dopo la ripresa del gioco. Il match terminerà 1-1, due punti in meno poi decisivi per la promozione diretta, sfumata proprio sul più bello.

Per un gesto analogo in Serie A dobbiamo tornare indietro al 19 marzo 2006. All’Olimpico la Roma è in vantaggio 1-0 contro il Messina e Daniele De Rossi realizza il raddoppio di mano. L’arbitro non vede, il centrocampista non esulta e ammette che la rete è irregolare. Avversari e direttore di gara si complimentano con lui che rivolgendosi all'arbitro pronuncia la frase: ''Però nun m’ammonì...''.

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Commenti

fabioerre64

Dom, 07/02/2021 - 13:13

Questo atteggiamento è solo figlio della sceneggiata della settimana scorsa che è costata due giornate di squalifica a Milenkovic, Belotti avrebbe dovuto chiedere scusa invece di rimediare due settimane dopo perdipiu quando gioca contro un'altra squadra

carpa1

Lun, 08/02/2021 - 13:43

I gesti più famosi di fair-play... Vi siete dimenticati quello del buffone quando spergiurava che il gol di Muntari non era entrato neppure un metro nella sua porta (da dove l'aveva smanacciato fuori dopo esserci entrato anche lui con quasi tutto il corpo: shame)..