Berlusconi: ''Quella volta che strigliai il mister perchè vinse 6-0...''

L'ex presidente rossonero rivive i derby di Milano: ''Che gioia la doppia semifinale di Champions. Il 6-0 del 2001? Fu ingiusto infierire''

''Il 6-0 del 2001 all'Inter? Fu una bella prestazione del Milan, fui naturalmente contento della vittoria, ma mi lamentai con l’allenatore per il risultato eccessivo, perchè nel calcio è inutile e ingiusto infierire'' ricorda Silvio Berlusconi, sfogliando l'album dei ricordi dei derby di Milano.

Da sempre la partita più attesa durante gli anni della sua presidenza al Milan, Silvio Berlusconi in una lunga intervista al Corriere della Sera ha parlato delle sfide contro l'Inter: ''Il bilancio è sempre positivo perché il derby è sempre una grande festa. Una gara che ha una magia unica, che prescinde dalla posta in gioco e dalla situazione in classifica. È sempre come se fosse una finalissima. Come certo i lettori sanno, grazie al Milan, io sono tuttora il presidente di club che ha vinto più titoli nella storia del calcio mondiale. Eppure posso garantire che i derby mi davano le stesse emozioni dei più importanti scontri internazionali''.

Ma c'è un derby in particolare rimasto nel cuore del Cavaliere:''La doppia, combattutissima semifinale di Champions, nel 2003. Ci giocavamo davvero tutto, in quella stagione straordinaria per il calcio italiano, nella quale tre delle quattro squadre semifinaliste nella massima competizione europea erano del nostro Paese. Eliminammo prima l’Inter a Milano e poi superammo la Juve nella finale a Manchester''. Nessun dubbio invece sul ricordo più amaro: ''Un altro derby di Champions, quello nel 2005, che dovette essere interrotto per le intemperanze di alcuni irresponsabili. Dida, il nostro portiere, fu raggiunto da un petardo che gli fece male. Naturalmente si trattò di un piccolissimo gruppo di tifosi. Tutti i sostenitori dell’Inter e del Milan si sono sempre comportati con grande correttezza. E ad eccezione di quella volta, in tutti i derby non si sono mai verificate delle gravi intemperanze''.

Conserva la sua consueta sportività invece quando parla di un derby indimenticabile per tutti i tifosi rossoneri, quello del 6-0 rifilato all'Inter di Marco Tardelli:''Nessun festeggiamento. Si giocò di venerdì, alla vigilia delle elezioni politiche del 13 maggio, elezioni che avremmo poi vinto e che avrebbero condotto alla nascita del mio secondo governo. Io ero a Roma impegnato nella manifestazione di chiusura della campagna elettorale. Ricordo il mio intervento in piazza del Popolo, in collegamento via satellite con tutte le città italiane e poi il Maurizio Costanzo Show. Fu una bella prestazione del Milan, fui naturalmente contento della vittoria, ma me ne lamentai con l’allenatore (Cesare Maldini ndr) per il risultato eccessivo. Perché nel calcio, una volta messo al sicuro il risultato con ampio margine e avendo in mano la partita, è inutile e ingiusto infierire. Con l’Inter c’è sempre stata una sana rivalità, ma con assoluto reciproco rispetto fra due grandi club protagonisti della storia del calcio ed espressione della nostra amatissima Milano''.

Negli anni di presidenza ha ammirato da vicino tantissimi campioni. Ecco quello più amato: ''È difficile rispondere, la storia del mio Milan è stata di grandi campioni, che hanno fatto sognare ogni tifoso, me per primo. Con i miei ragazzi si è instaurato sempre un rapporto personale di stima e di affetto. Ma se proprio devo indicarne uno, scelgo Marco Van Basten simbolo della bellezza del calcio, come lo intendo io. Un protagonista leggendario che lasciò un vuoto incolmabile quando troppo presto dovette abbandonare i campi di calcio''. Infine ribatte con forza i rumors, rilanciati in passato anche da Vittorio Feltri, che lo dipingono interista: ''L'ho smentito sempre. Sono cresciuto milanista, con un papà milanista, in una famiglia di milanisti. Mi sono sempre sorpreso di queste chiacchiere''. Dunque anche stasera farà il tifo solo per il suo amato Milan, su questo non ci sono dubbi.

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Commenti

cgf

Dom, 09/02/2020 - 13:57

mi viene in mente la sconfitta della Roma per 7-1 contro la Fiorentina nei quarti dell'ultima finale della Coppa Italia. Cavalieri si nasce e c'è chi, parafrasando il principe dei principi, nacque.