Berrettini, prima impresa sull'erba

A Stoccarda succede a Federer senza perdere il servizio né un set

L'incredibile storia dell'italiano erbivoro è tutta scritta nell'albo d'oro del torneo di tennis di Stoccarda: nel 2018 c'è segnato il nome di Roger Federer, nel 2019 i posteri leggeranno quello di Matteo Berrettini. Italiano, appunto. Erbivoro.

L'incredibile storia di un tennis maschile che sta rifiorendo ogni giorno di più, passa insomma dai colpi di questo ragazzo romano. Anzi: bravo ragazzo, così come ha sottolineato il suo avversario della finale tedesca - il canadese Felix Auger-Aliassime - e così come ha dimostrando lui dedicando il successo al suo team, coach Vincenzo Santopadre e mental coach Stefano Massari in testa (e in tribuna). Con queste parole: «Vi ringrazio, perché dal primo momento in cui vi ho conosciuti ho capito che siete importanti per me non solo per lo sport, ma per la mia vita». Ed è così infatti: perché solo da un team del genere può nasce un Berrettini.

E allora: la vittoria di Matteo sull'erba arriva otto anni dopo quella a Eastbourne di Andreas Seppi, un altro bravo ragazzo del tennis. Ma soprattutto dimostra la versatilità di un giocatore che si sta adattando a tutte le superfici per scalare il mondo delle racchette. Dopo il primo torneo Atp vinto a Gstaad sul rosso l'anno scorso, Berrettini si è ripetuto sulla terra a Budapest quest'anno, portando a casa anche una finale la settimana dopo a Monaco. Ma sul verde di Stoccarda non era proprio il favorito. Invece ha finito il torneo senza perdere un servizio e senza perdere un set: «E devo ancora rendermene conto».

Anche perchè, si diceva, dall'altra parte della rete ieri c'era il canadese predestinato, 18 anni, che nel tie break del secondo set ha fatto dannare Matteo con servizi micidiali. Alla fine però il tabellone ha fermato il punteggio sul 6-4, 7-6, regalando a Berrettini - oltre ai 117.050 euro di premio (ah, la precisione tedesca) - anche una fiammante Mercedes elettrica: «Solo che arrivare da qui a Montecarlo, dove vivo, con una sola carica sarà dura», ha scherzato.

E insomma: oltre Fognini, da lunedì scorso Top 10, c'è molto di più. E Berrettini, con il successo di ieri, approderà a quota 22 nella classifica mondiale, con soli 500 punti da difendere nei tornei da qui alla fine dell'anno. Sognare dunque si può, fermo restando che le parole che Felix gli ha dedicato («Sono felice per lui: l'ho conosciuto, è davvero una grande persona») valgono come una medaglia. Da portare oggi ad Halle e poi a Wimbledon, tornei dove il nome di Federer è già impresso un sacco di volte. E dove l'incredibile storia potrebbe addirittura continuare.