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Di Biagio: "Il mio futuro non è importante, Buffon un monumento, giocherà"

Le prime parole di Di Biagio allenatore della Nazionale. "In paglio il mio futuro, ma il risultato deve essere frutto del bel gioco"

Di Biagio: "Il mio futuro non è importante, Buffon un monumento, giocherà"

Una Nazionale da risollevare è questo il compito dato dalla Federazione Di Biagio. E lui lo sa bene: "Il passato non si può cambiare. Siamo fuori dal Mondiale e dobbiamo ripartire - ha detto durante la conferenza stampa dal centro sportivo di Coverciano - Non siamo ai livelli delle più forti al mondo, ma nemmeno tra le peggiori. Si può ricreare una squadra, ripartiremo dai calciatori che ho visto crescere".

Balotelli, Verratti e Buffon

Il pensiero fisso di Gigi Di Biagio è fare bene: "Il risultato è importante ma deve essere una conseguenza del bel gioco. dobbiamo cercare di imporre il nostro modo di giocare. A nessuno piace perdere". Qualità senza pensare al futuro: "Non è importante, sono un uomo federale, lavoro qui da 8 anni, mi hanno dato questa opportunità e cercherò di sfruttarla al massimo. È innegabile che mi giochi qualcosa ma non è la priorità".

Quadrato anche sul grande escluso Balotelli, sul quale ammette che "i numeri sono molto chiari per gli attaccanti, ma devono essere conditi in certe prestazioni - prosegue l'ex c.t. dell'under 21 -. Io ho guardato, valutato e deciso. Ho pensato che per il mio bene e per la mia squadra siano le scelte migliori. Ora va così, ma non c’è nessuna chiusura". Più dolce con un giocatore molto atteso, Marco Verratti: "Per me ha tutto per diventare un giocatore molto importante. Forse è giudicato con troppa severità, ma può fare di più, tutti si aspettano di più. Gli chiediamo un salto di qualità".

La nuova squadra poggerà su pilastro non da poco: Gigi Buffon. Su di lui, il neo ct della Nazionale ha le idee chiare: "Gigi è un monumento ed è qui per aggregare, ma anche per giocare, dare un qualcosa in più. È un valore aggiunto dentro e fuori dal campo. Giocherà una o due partite, non so, valuterò nel corso dei giorni".

Capitolo Astori

"Manca qualcosa. Io non l'ho conosciuto bene come tante persone che sono qui ma quel poco mi è bastato a capire chi fosse". E ancora: "C'è qualcosa di strano, ma dobbiamo cercare di normalizzare perché altrimenti diventa tutto devastante. Bisogna riportare tutto a qualche mese fa, anche se non è semplice".

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