"Strane, ridicolo...". Bolt "processa" le scarpe "super molla"

L'ex campione giamaicano ha puntato il dito, nelle scorse settimane, contro le scarpe che darebbero agli atleti una spinta in più

"Strane, ridicolo...". Bolt "processa" le scarpe "super molla"

La caduta di un mito: lo abbiamo tifato tutti, sportivi e non, perché è stato l'uomo più veloce del mondo stabilendo il record sui 100 metri piani. Adesso, però, anche Usain Bolt si unisce al "coro" degli americani sindacando sulla netta vittoria di Marcell Jacobs alle Olimpiadi di Tokyo a causa delle scarpe indossate.

"Scarpe strane, ridicolo"

Il giamaicano, infatti, prima della gara vinta da Jacobs, aveva criticato la tipologia delle scarpe indossate dall'azzurro perché avrebbero un'innovazione "strana ed ingiusta" ed "al limite del ridicolo": a suo dire aiuterebbero troppo la prestazione dell'atleta che le indossa. Poi è arrivata la magnifica prestazione che ha fatto vincere la medaglia d'oro a Marcell. Anche se si tratta di dichiarazioni esternate ben prima che Jacobs corresse la sua gara, si tratta pur sempre di un'accusa bella e buona anche nei confronti di altri atleti che in queste olimpiadi hanno sfoggiato le stesse suole del nostro azzurro. Ma cos'avranno mai di speciale queste scarpe così discusse?

Le scarpe con la molla

Il "trucco" è un effetto a 'super molla', che rende più efficace la spinta e la coordinazione del movimento del corridore. Come riportato dal Corriere dello Sport, quelle usate da Jacobs pesavano 173 grammi, una super punta e un tacco spesso appena 20 millimetri. La piastra di carbonio inserita nella suola costituisce un corpo unico ed è leggermente più larga della pianta del piede: un particolare che aumenta la superficie di contatto tra l'arto e la pista, garantisce una migliore stabilità e favorisce maggiore accelerazione e progressione. Come a dire, è la tecnologia, bellezza. Non c'è nulla di illegale e tutto perfettamente omologato: se Bolt fosse ancora un corridore, è molto probabile che anche lui avrebbe utilizzato scarpe più aerodinamiche per avere una spinta ed una coordinazione maggiore. Ma accuse del genere, onestamente, sono sterili e lasciano il tempo che trovano.

Annulliamo i record?

Il titoletto è volutamente provocatorio perché, se l'ex campione giamaicano non lo sapesse, le stesse scarpette "magiche" sono state utilizzate anche da Karsten Warholm (45″94) e Sydney McLaughlin (51″46) che hanno aggiornato i primati mondiali nei 400 metri ostacoli e dalla venezuelana Yulimar Rojas nel salto triplo (15.67): queste scarpe non hanno nulla di llegale, non c'è doping né altro ma è l'evoluzione della tecnologia che rasenta la perfezione e fornisce agli atleti strumenti tali da sfidare le leggi della cinetica e della fisica. Per fare un esempio: avete mai visto i costumi dei nuotatori? Li indossano perché sono sempre più performanti e scivolano nell'acqua in maniera più veloce, sono stati studiati per ottenere qualche decimo di secondo in meno ma non esiste nulla di illegale. Il buon Usain farebbe meglio a fare i complimenti al collega Jacobs: uno sportivo dovrebbe ammettere, sempre, la forza e la bravura degli avversari.

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