Bramble sogna Tokyo grazie ad Amazon

Persa Rio per un 1 cm, lavora per il colosso Usa. Raccolta fondi per lui

Bramble sogna Tokyo grazie ad Amazon

Un sogno a cinque cerchi, la beffa in un centimetro e la chiamata a sorpresa di... Amazon. Daniel Bramble da piccolo voleva essere il "re del mondo". Sognava di lasciare un segno, di fare qualcosa di straordinario e farsi ricordare a lungo. Dopotutto, il lungo è proprio la specialità della casa dell'atleta britannico. Ma la strada verso questo obiettivo si è fatta impervia e il destino pare abbia deciso di mettersi di nuovo di traverso.

Per un atleta di livello professionistico i Giochi olimpici sono la vetta assoluta. Per raggiungere questo traguardo, uno sportivo sarebbe disposto a tutto. Anche a lavorare per il famoso rivenditore online. È quello che ha fatto Bramble, il saltatore in lungo inglese che due giorni fa ha postato, curiosamente, una sua foto su Twitter vestito da magazziniere di Amazon. Il motivo? La Federazione britannica ha deciso di togliergli ogni sostegno economico, non reputandolo all'altezza di una finale olimpica. E per questo, Bramble è stato costretto a trovarsi un lavoro. D'altronde, al di là della Manica funziona più o meno così e lì poi non ci sono i corpi militari che ti garantiscono un minimo sostegno economico.

A quasi trent'anni, con all'attivo solo un sesto posto ai mondiali, il lunghista britannico però non si arrende e si è tirato su le maniche. Il lavoro da magazziniere di Amazon servirà «a continuare a coltivare il sogno delle Olimpiadi dopo aver perso Rio per un centimetro ed essermi infortunato un mese prima dei trials britannici», così scriveva un anno fa. «Negli ultimi tre anni, sono tornato forte, saltando gli 8 metri in più occasioni, tra queste la quarta misura nazionale di sempre». Eppure non è bastato per ricevere un sostegno della Federazione. Dopo aver ricevuto messaggi di supporto ha deciso di organizzare l'anno scorso una raccolta fondi (un "crowfunding" per dirla all'inglese) in suo aiuto; e i risultati si sono visti fin da subito, tanto è vero che lo scorso febbraio ha vinto il suo quarto titolo nazionale indoor.

Sembrava lanciato verso i Giochi di Tokyo, poi rimandati all'anno prossimo. «Il fatto di non essere finanziati - ha twittato l'altroieri - ha davvero pesato quest'anno. Ma devi adattarti o altrimenti ti estingui. Ora sono felice di tornare a saltare di nuovo».

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