Esultanza senza contatto: in Germania ora si gioca. E Ibra ora punge l'Italia

Esultanze a distanza, guanti, mascherine, cinque sostituzioni e spalti completamente vuoti: ecco com'è ripartita la Bundesliga, primo campionato a ritornare in campo ai tempi del coronavirus. Ibra punge l'Italia e la Serie A sui social?

Ore 15:30 del 16 maggio 2020: la Bundesliga ha ufficialmente riaperto i battenti con cinque partite tra cui il derby della Ruhr Borussia Dortmund-Schalke 04. Il campionato tedesco è stato dunque il primo a ripartire, quasi 70 giorni dopo, a causa dello stop forzato per via della pandemia da coronavirus che ha travolto il mondo intero. Il calcio peri-covid19 avrà suscitato emozioni particolari in tutti coloro in "astinenza" da pallone e da sport in generale.

Il calcio 2.0

In campo i giocatori non si sono affatto risparmiati sia a livello fisico che tecnico con le partite che sono scivolate via quasi come non fosse in corso una pandemia. I contrasti ci sono stati e spesso anche ruvidi a testimonianza di come i giocatori in Bundesliga, almeno in apparenza, non temano il possibile contagio. Il primo gol della Bundesliga o del calcio 2.0 è stato siglato da solito attaccante norvegese del Borussia Dortmund Earling Braut Haaland che alle ore 15:59 del 16 maggio ha marcato visita segnando il primissimo gol della ripresa del campionato. Il suo balletto appena accennato con i compagni di squadra a debita distanza è la giusta immagine per descrivere questa lenta e graduale ripresa del calcio e dello sport.

Giocatori disciplinati o quasi

Gli spalti deserti sono stata forse la cosa più desolante della giornata anche perché in campo le squadre si sono affrontate come se niente fosse. Fa quasi più scalpore vedere lo speaker dello stadio e i vari operatori televisivi con tanto di mascherina e guant protettivi così come alcuni membri dello staff in panchina. La stessa precauzione però è stata adottata dai giardinieri, dagli arbitri e ovviamente dai giocatori per saggiare il campo dato che il riscaldamento si svolge con distanziamento ma senza mascherina. Qualcuno ha anche abbozzato delle esultanze "dandosi il gomito" e non la classica mano e qualche allenatore ha ricorso alle cinque sostituzioni: qualcosa di storico per il nostro calcio.

A tutti coloro che hanno varcato le porte dello stadio, inoltre, è stata misurata la temperatura con il termoscanner che hanno verificato o meno se qualche protagonista avesse o meno la febbre. Nonstante il protocollo però si sono visti alcuni sputi, strette di mano abbozzate per aiutare l'avversario a rialzarsi dopo un contrasto sintomo di come ancora alcuni debbano assimilare i nuovi dettami in tempi di coronavirus. Bentornato calcio e speriamo sia solo l'inizio di una lenta ma progressiva ripresa in tutto il mondo e in piena sicurezza.

Ibra al veleno

Zlatan Ibrahimovic è tornato da qualche giorno a Milano e ora sta osservando la quarantena a Milanello. In questi ultimi giorni lo svedese si è mostrato polemico e sibillino non si sa bene nei confronti di chi con post su Instagram criptici e difficilmente interpretabili. Qualche ora fa con una story l'ex attaccante di Inter, Psg, Juventus, Ajax e Barcellona ha ringraziato la Bundesliga per essere tornati in campo con un eloquente: "Loro dicono, loro fanno. Grazie", con tanto di bandiera tedesca. Polemica nei confronti del resto d'Europa e più nello specifico dell'Italia e della Serie A che dovrebbe ripartire tra quattro settimane o semplice constatazione da parte del solito Ibra senza peli sulla lingua?

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Commenti

marzo94

Sab, 16/05/2020 - 17:56

Stavolta ha ragione Ibra, non se ne può più di un popolo di pecoroni governato da una banda immensa di interessati azzeccagarbugli.