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Caccia alla maglia rosa

Oggi il via dalla Bulgaria. Senza Pogacar, favorito Vingegaard. Pellizzari speranza azzurra. E nella prima tappa si attende la volata di Milan

Caccia alla maglia rosa
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È proprio così, il Giro d'Italia trasforma ogni giorno in domenica. Aveva proprio ragione l'inarrivabile Montanelli: il Giro è festa. Festa di popolo e di strada. Festa di piazza, di colori e aromi che sanno di primavera. È la festa che ci avvicina alle feste (leggi ferie). È il sabato del villaggio tutto zucchero e croccanti, perché preludio del buono e del bello. Il Giro è un buon ricordo, che sa di famiglia che si prepara e che insegna la pazienza, l'attesa, che altro non è che la sublimazione di ogni desiderio.

Il Giro è un desiderio, un sogno bambino che si rinnova di anno in anno. Tre settimane da raccontare, non solo agli amici tornando dal mare, ma a tutti quelli che amano il ciclismo e, miracolo dei miracoli, anche a chi di ciclismo non sa nulla. Perché il Giro è questo: interessa un po' a tutti.

Tre settimane, da oggi al 31 maggio: 21 tappe, 3.469 chilometri tra Nessebar e Roma, tra Bulgaria e casa nostra. Per la sedicesima volta si parte dall'estero, perché la Bulgaria si sta rifacendo il trucco dopo il suo ingresso nell'Eurozona. E per la prima volta lo correrà Jonas Vingegaard, il 29enne "re pescatore", il danese vincitore di due Tour de France e una Vuelta, l'unico capace di battere o tenere la ruota di Tadej Pogacar, che è qui per completare la sua personalissima collezione di Grandi Giri.

Si parte oggi, da Nessebar, città patrimonio Unesco sul Mar Nero, il cui centro storico sorge su una stretta penisola rocciosa. La prima Maglia Rosa sarà assegnata a Burgas, al termine di una tappa veloce e prevalentemente pianeggiante che si snoda lungo la costa, prima di concludersi con un rettilineo leggermente in salita, ideale per velocisti. Ideale per il nostro Jonathan Milan, oro di Tokyo, iridato dell'inseguimento e maglia verde al Tour de France, che insegue la prima rosa, che guarda caso è sponsorizzata quest'anno dal suo Friuli Venezia Giulia: mai testimonial potrebbe essere più gradito. "Se ci faccio un pensierino? Altroché, il problema che non sono il solo a puntare a quella maglia", la butta lì il ragazzo di Buja.

Oggi partenza veloce, domani tappa fiaccante, con 2.600 metri di dislivello prima di arrivare ai piedi della spettacolare fortezza medievale di Tsarevets. La Grande Partenza si conclude domenica con una tappa che parte dall'antica Plovdiv e si arrampica sulle pendici dei monti Rila passando per la località sciistica di Borovets. Dopo lo scollinamento, il percorso scende verso la capitale bulgara attraverso la gola di Pancharevo e il lago Iskar, per un finale sul lungo e rettilineo boulevard Tsar Osvoboditel, perfetto per una volata di gruppo ad alta velocità: per il nostro Milan.

Sarà un Giro meno esigente, per favorire la battaglia, per non tarpare le ali agli attaccanti, per sorridere a Vingegaard, che in ogni caso dovrà poi andare a sfidare Pogacar sulle strade del Tour e non sarebbe venuto se la "corsa rosa" fosse stata "monstre", troppo dura ed esigente.

Da decidere sono i suoi avversari, visto che il danese è lo strafavorito della vigilia. Il primo per cuore, ma non solo, è il nostro Giulio Pellizzari, 22 anni, un anno fa 6° al Giro e alla Vuelta, fresco vincitore del Tour of the Alps. Il marchigiano di Camerino correrà per la prima volta con i galloni di capitano. "Non vedo l'ora di cominciare. Se penso alla vittoria finale? L'idea non è poi così male", dice con quel sorriso che ammalia.

In assenza del fenomeno Pogacar e dell'infortunato Almeida, la Uae Emirates punta su Adam Yates, il gemello di Simon, ultimo vincitore del Giro che a fine anno ha deciso di appendere la bicicletta al chiodo. Il gemello potrebbe essere la grande sorpresa, bissando ciò che ha fatto il Simon. Poi ci sarà Egan Bernal, così come Arensman. Occhio a Derek Gee, Felix Gall e Ben O'Connor, così come Eric Mas e Einer Rubio.

E per quanto riguarda le speranze tricolori? Filippo Ganna per la crono e le tappe. Ciccone per la maglia azzurra, Vendrame, Zana, Bettiol, Davide Ballerini e Scaroni per andare all'attacco, per dare un segno in un Giro che pare segnato.

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