Calcioscommesse, trovati i "pizzini". Coinvolta anche la Salernitana

L'inchiesta sulle scommesse nel mondo del calcio si allarga. Intanto Tavecchio promette pulizia

Calcioscommesse, trovati i "pizzini". Coinvolta anche la Salernitana

Nella nuova bufera sul calcioscommesse, che ha coinvolto squadre di Lega Pro e Dilettanti, spuntano altre cinque partite che sarebbero state combinate e su cui gli inquirenti di Catanzaro stanno indagando. Le gare riguarderebbero almeno 3 squadre,
tra cui la Salernitana, promossa direttamente in serie B dopo aver vinto il girone C di Lega Pro. Di queste partite avrebbero parlato in diverse telefonate alcuni degli indagati e degli arrestati nell’operazione di ieri. Discorsi nei quali, si apprende da fonti
qualificate, i personaggi coinvolti nell’inchiesta affermerebbero di aver avuto notizie da soggetti terzi sulla possibilità di scommettere su quelle partite perché combinate. Si tratterebbe di almeno una decina di soggetti, tra cui altri calciatori e dirigenti sportivi. Oltre alla Salernitana anche il Benevento e l’Ascoli: la prima è inserita nello stesso girone della Salernitana; la seconda, invece, milita nel girone B, sempre di Lega Pro. Entrambe hanno disputato i play off per accedere in serie B e sono state
sconfitte.

Alcuni "pizzini" con quote, nomi di squadre e modalità di giocate sono stati trovati dalla polizia nel corso delle perquisizioni effettuate contestualmente all’esecuzione dei 50 fermi disposti dalla Dda di Catanzaro per il calcioscommesse. In uno, ad
accompagnare la giocata da fare, c’è scritto: "Se ci beccano ci arrestano". Le perquisizioni effettuate dalla squadra mobile di Catanzaro e dallo Sco hanno riguardato sia le persone sottoposte a fermo, sia altre 27 per ora indagate in stato di
libertà.

Il lavoro degli investigatori si è concentrato soprattutto su tablet e smartphone degli indagati. E' emerso, infatti, che in certe fasi delle trattative per organizzare le combine, i fermati erano soliti utilizzare la messaggeria telefonica ed in particolare whatsapp. I pizzini, secondo quanto appreso da fonti qualificate, sarebbero stati utilizzati da alcuni indagati anche per comunicare le modalità di gioco delle scommesse al fine di evitare di concentrare somme troppe elevate sulle singole partite, così da evitare l’abbassamento della quota o di destare sospetti.

Spunta anche una partita di basket fra gli eventi sportivi "incriminati". Al centro della vicenda il ds dell’Aquila Calcio Ercole di Nicola che il primo novembre 2014 riceve una chiamata telefonica da uno scommetitore straniero il quale gli offre 8.000 euro per una puntata "sicura" sulla vittoria della Juve Stabia. Di Nicola accetta e non perde l’occasione per chiedere all’interlocutore di ricambiare il favore "indicandogli - scrive il pm - una scommessa certa su cui puntare, ottenendo la segnalazione di una partita di basket".

"Il calcio è parte lesa, noi abbiamo voglia e la forza di difenderlo", ha detto Carlo Tavecchio, presidente della Figc, intervenendo alla "Telefonata di Belpietro" su Canale5. "Ho trovato un mondo del calcio senza formazione, dobbiamo cambiarlo con una dirigenza formata. Ci sono 200mila dirigenti, bisogna fare una sorta di database per sapere cosa fanno perchè sono sempre gli stessi che si riciclano ogni anno", ha aggiunto il numero 1 di via Allegri. "Senza controlli questa questa situazione non la risolviamo mai. Servirebbe una sorta di casellario giudiziario perchè alla fine sono quasi sempre gli stessi che si riciclano bellamente nel sistema", ha proseguito.

Poi ricordando tutti i vari scandali che hanno colpito il calcio italiano, a partire dal primo calcioscommesse negli anni ottanta, Tavecchio ha concluso amaramente: "Mi ricordo ancora l'arrivo delle forze dell'ordine allo stadio Olimpico. Siamo talmente ripetitivi nel delinquere che diventa una cosa monotona".

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