Calhanoglu trascina il Milan ai playoff

Doppietta del turco, segna anche baby Colombo. Ora la sfida al Rio Ave

Per il Milan, la sfida contro il Bodo Glimt è stata molto importante non solo perché, vincendo, gli ha permesso di centrare il playoff per l'accesso ai gironi all'Europa League, ma anche per capire quanto dipenda da Zlatan Ibrahimovic, ieri trovato positivo al Covid. Pioli aveva definito la gara «come una finale», visto che sul piatto c'era il destino europeo della propria squadra, che quindi non poteva di certo concedersi il lusso di sottovalutarla perché una sconfitta sarebbe stata un duro colpo ad una stagione dalle grandi aspettative.

Eppure i rossoneri sono partiti con il freno a mano tirato e il Bodo Glimt ne ha approfittato trovando in avvio il gol con Junker, abile ad anticipare Gabbia in area. Neanche il tempo di festeggiare per gli ospiti che Calhanoglu (nella foto), sempre più decisivo, ha suonato la sveglia, firmando il pareggio con un altro splendido tiro da fuori, per poi ripetersi anche nella ripresa. Una partita, che, però, come dimostra il risultato, non è stata affatto semplice per il Milan, con gli scandinavi che non si sono mai arresi e, dopo aver trovato il 3 a 2, hanno spinto fino al 90'. Ma alla fine, pur soffrendo la squadra di Pioli ha vinto, conquistando qualificazione e sedicesimo risultato positivo di fila, cosa che non succedeva dal 2008 con Ancelotti.

Il gol del momentaneo 2 a 1 l'ha segnato Lorenzo Colombo, 18 anni, buon fisico e da sempre con la maglia rossonera addosso, titolare quasi per caso in seguito alla positività di Ibra. Il giovane talento, in rete anche nelle amichevoli contro Monza, Vicenza e Brescia, si è ripetuto alla prima ufficiale, buttandola dentro dopo una genialata del solito Calhanoglu, diventa così il primo 2002 italiano a segnare in Europa e il più giovane milanista da Niang nel 2012. Un'ottima gara, quello che si augurava Pioli dato che Colombo rappresenta la prima (e unica) alternativa vera a Zlatan.

Ma, paradossalmente, una grande occasione ieri l'ha avuta tutta la squadra rossonera per dimostrare di non essere Ibracentrica ma di avere un'identità anche senza lo svedese. Con Ibra costretto davanti alla tv, il Milan ha sì perso il suo trascinatore, ma in questo modo altri leader, come lo stesso Calhanoglu, hanno avuto e avranno l'opportunità di emergere e maturare, per raggiungere gli obiettivi stagionali. Domenica la trasferta di Crotone, giovedì 1° ottobre si vola in Portogallo per sfidare nei playoff il Rio Ave, che ha eliminato il Besiktas: altre due gare che il Milan deve vincere, a prescindere da Zlatan.

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