Caos Barça, intrigo social per fermare la scalata di Messi alla presidenza

Bartomeu lo teme e pensa di cederlo, Leo vuole restare e punta al vertice. E ora l'attacco web

È guerra totale tra Leo Messi e il presidente del Barcellona Josep Maria Bartomeu. Dopo le polemiche per la dura presa di posizione dell'asso argentino sull'esonero del tecnico Valverde, e il mancato accordo con l'ex compagno di squadra Xavi, la macchina del fango è tornata a imbrattare il club azulgrana. Secondo quanto rivelato dall'emittente radiofonica Cadena Ser, Bartomeu avrebbe pagato un milione di euro alla società privata "I3 Ventures" per screditare alcuni giocatori sui social.

La radio ha pubblicato un dossier di 35 pagine con un nutrito elenco di account, controllati da "I3 Ventures", utilizzati per trasmettere messaggi diffamatori nei confronti di Messi, Piqué, Xavi, Puyol e addirittura Guardiola. Presi di mira anche i candidati alla presidenza Font, Laporta e Benedito, così come la primula rossa del movimento separatista catalano Puigdemont.

Nel corso di una conferenza stampa, Bartomeu, che ha incontrato nel tardo pomeriggio la squadra, ha confermato l'esistenza di un contratto di collaborazione con "I3 Ventures", ma ha rimarcato che «è mirato al solo monitoraggio della reputazione della società sui social». In pochi a dire il vero gli hanno creduto, e a una settimana dalla sfida di Champions contro il Napoli, a Barcellona si respira un'aria pesante.

Di fatto sta andando in scena un vero e proprio braccio di ferro tra Messi e Bartomeu, a meno di un anno dalle elezioni presidenziali del club. Lo spogliatoio è spaccato, esistono persino due gruppi di whatsapp (uno capeggiato da Messi, l'altro da Griezmann), e il tecnico Quique Setien, non gradito dall'argentino, ha grosse difficoltà a far convivere in campo le due anime.

Il piano di Bartomeu sarebbe quello di vendere la Pulce in estate e riprendere Neymar prima di abbandonare l'incarico (le elezioni sono previste nella primavera del 2021). Messi invece vorrebbe costringere lo stesso Bartomeu a rassegnare le dimissioni per aprire una crisi nel club, favorire il ritorno di Joan Laporta, il suo più grande estimatore, e spianare la strada per la panchina a Jurgen Klopp (con Michael Edwards nelle vesti di ds).

Nelle scorse settimane l'argentino, che punta in prospettiva futura a diventare lui stesso presidente azulgrana, aveva criticato i due responsabili dell'area tecnica, Abidal e Grau, per aver fallito l'operazione Xavi e per non essere riusciti a sostituire Luis Suarez (infortunato) nel mercato di riparazione, arrivando persino a non trovare un accordo con il mediocre Angel Rodriguez del Getafe. Per tutta risposta Abidal aveva accusato Messi e alcuni suoi compagni (Rakitic, Piqué e Vidal tra gli altri) di non dare il massimo in campo.

Sullo scandalo social è intervenuto Jordy Cruyff, figlio del papero d'oro: «Non credevo che qualcosa del genere potesse accadere in un club così prestigioso come il Barcellona. Sono incredulo». Mentre i tifosi, infuriati, si domandano se il Barça sia un club o una serie tv come la Casa di Carta.

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