Caos coronavirus, ecco come la Serie A può evitare il collasso

La pandemia da coronavirus non ha risparmiato il mondo del calcio e in Italia la Serie A è in pericolo. Per salvaguardare il campionato si sta pensando di prendere esempio dall'Nba con la cosiddetta "bolla"

Il coronavirus sta condizionando ormai da mesi anche il mondo dello sport con il calcio che essendo una disciplina di contatto è appeso ad un filo. I recenti contagi di diversi calciatori di Serie A tra Inter, Milan, Spezia, Udinese, Verona stanno mettendo in pericolo il campionato e ad oggi c'è ancora in ballo la decisione del Giudice Sportivo in merito a Juventus-Napoli che non si è disputata domenica 4 ottobre per via dell'assenza degli azzurri bloccati in Campania dall'Asl locale che ha deciso di fermare la squadra di Gennaro Gattuso per la positività di due calciatori della rosa, Zielinski ed Elmas.

Cosa fare per evitare il collasso?

La Serie A è in seria difficoltà dato che il protocollo proposto dalla Figc e approvato, con qualche modifica, dal Cts è di difficile interpretazione, ma soprattutto attuazione, e questa pausa per le nazionali con i calciatori in giro per il mondo non ha di certo aiutato a tenere sotto controllo i contagi. L'ideale sarebbe di comportarsi come l'Nba con la "bolla" vera e propria con giocatori e membri nello staff in un vero isolamento di squadra per continuare il campionato ed essere praticamente sicuri di non poter essere contagiati non avendo contatti con il mondo esterno. La Figc e la Lega Serie A sanno però che qualcosa dovranno fare anche se al momento non c'è in programma di comportarsi come l'Nba. Di recente i 20 medici sportivi dei club di Serie A si sono incontrati per capire come poter attuare il protocollo per arrivare fino alla fine di una stagione difficile ed anomala.

Come funziona la bolla

Secondo quanto riporta Sportmediaset l'idea di comportarsi come in Nba potrebbe essere un opzione al momento con una sorta di mini-lockdown per evitare di dover chiudere anticipatamente il campionato. Seguendo il metodo della bolla in pieno stile basket americano i giocatori sarebbero isolati limitando dunque le possibilità di contagio e con loro anche i membri dello staff e della società. Anche dei ritiri, anche di due settimane, potrebbero aiutare a gestire meglio la cosa da parte dei club che non possono avere il controllo sui propri tesserati all'esteron del centro sportivo. L'idea sarebbe quella di ripetere i test ogni quattro giorni e di uscire dalla bolla solo per giocare. Ovviamente in Nba i cestisti hanno accettato questa cosa per il 98% dei tesserati delle varie società: c'è da chiedersi se anche in Serie A i calciatori accetteranno tali restrizioni per portare a termine la stagione in sicurezza e regolarità.

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