"Caro nuoto, non mi manchi. La mia Budapest sceglie l'erede"

Il primo Mondiale senza Fede: "Una città crocevia per me. Sono felice, ora mi sposo. E ho lasciato una Nazionale forte"

"Caro nuoto, non mi manchi. La mia Budapest sceglie l'erede"

Com'è strano il Danubio senza Fede. Dopo nove mondiali, a Budapest, per la prima volta non ci sarà la Pellegrini. La capitale magiara è la città che più ha caratterizzato il destino di Federica Pellegrini. Agli Europei 2006 compì 18 anni e scelse di cambiare allenatore (Alberto Castagnetti). «Dicevano che ero un'atleta finita». Agli Europei 2010 chiuse il grande slam. Ai Mondiali 2017, un anno dopo il 4° posto di Rio, vinse l'oro dell'ultimo rilancio e della maturità battendo... l'imbattuta americana Ledecky, dicendo poi addio a Magnini. Agli Europei 2021, infine, conquista le ultime medaglie internazionali. «Adesso che ho smesso, sono curiosa di vedere chi sarà la mia erede», commenta Fede, bicampionessa uscente dei 200 stile libero, la gara del cuore. Che per la prima volta non vedrà all'opera la sua regina.

Fede, ha nostalgia del nuoto?

«Mi manca l'adrenalina delle gare: l'acqua sarà sempre il mio grande amore. Ma no, non ho quella nostalgia di chi dice: da domani mattina mi ributto in acqua».

Quanto è stata forte la tentazione dell'Europeo di Roma ad agosto?

«Un pochino mi ha fatto tentennare, devo dire la verità. Però ho avuto la fortuna di capire che il mio fisico non ce l'avrebbe fatta a nuotare altri otto mesi. È stata una scelta abbastanza obbligata».

Che Nazionale ha lasciato?

«Fortissima. La squadra maschile può avere tantissimi acuti, già a Tokyo si sono viste le prime cose importanti. Ora c'è Budapest e poi ad agosto gli Europei a Roma, che non vedo l'ora di assistere da tifosa. Io ci sarò. Mi viene già la pelle d'oca a pensare come sarà quella vasca quando entrerà uno dei nostri».

Durante i trionfali Mondiali del 2009, tanta era l'attesa che le venne il «febbrone». Stavolta il Foro Italico si esalterà per Simona Quadarella?

«È la più attesa, perché è romana. Si porterà tanti tifosi da casa e sono sicura che andrà forte».

Simona ha ottenuto la sua prima medaglia mondiale (un bronzo) proprio a Budapest. Perché questa città è speciale?

«Budapest è una città che mi ha dato tanto, ho preso lì le mie scelte più importanti a livello sportivo e non. E poi, dal 2017 sono campionessa mondiale dei 200 stile libero. Mi incuriosisce sapere chi sarà la nuova campionessa, non ci saranno né Ledecky, né Titmus, né Siobhan. Non era mai successo che mancassero tutte le più forti in una gara. Ho pensato: proprio nell'anno in cui ho smesso di nuotare!».

La statunitense, da quando lei l'ha sconfitta a Budapest, non ha più vinto sui 200.

«Vero, il duecento è una gara stranissima e l'ha sempre fatto con molte difficoltà. E poi lei proviene dal mezzofondo, non è proprio la sua distanza preferita».

L'acqua era il suo habitat, adesso Fede com'è stare là fuori?

«Ora riesco a fare cose che prima non sarei riuscita a fare, perché altrimenti avrei dovuto saltare un giorno di nuoto».

Come procede il suo ruolo da dirigente Cio?

«Procede. Non è facile, è un po' come imparare a camminare da zero».

È pronta per il matrimonio con Matteo Giunta?

«Ho appena fatto l'addio al nubilato con le amiche a Formentera e l'ho voluto ricordare con un tatuaggio. Io e Matte ci sposeremo a fine agosto e lo faremo nella mia città d'origine, Venezia. Non vediamo l'ora che succeda: vogliamo coronare la nostra storia e iniziare un nuovo percorso insieme».

Giunta che, al contrario suo, ha preparato il Mondiale.

«È un po' stressato perché ha delle belle teste calde. In fondo, io ero l'atleta più semplice da allenare...».

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